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C'era una volta il Beppe Marotta amministratore delegato della Sampdoria, considerato unanimemente un esempio di pacatezza, correttezza e fair-play

Successivamente il dirigente varesino è arrivato alla Juventus, estate 2010, e per un anno è stato ancora simpatico a tutti, complice un settimo posto che aveva messo tutti d'accordo (gli anti-juventini, si intende).
 
Poi, la svolta. Nel giro di un anno, dal 2011 al 2012, la Juve passa dal settimo al primo posto, conquistando uno scudetto da imbattuta, al quale aggiunge una Supercoppa di Lega e una finale di Coppa Italia, oltre a un inizio di stagione da capolista.
 
E le cose iniziano a cambiare, per la Juventus e per Marotta, che all'improvviso sperimenta sulla sua pelle l'aforisma di Pavel Nedved, che siede con lui nel cda bianconero: "Meglio antipatici e vincenti che simpatici".
 
Già, perché il Marotta che piace a tutti non c'è più e, anzi, l'ad dei campioni d'Italia sembra essere diventato il bersaglio preferito da parte di chi, quando vede bianconero, vede 'rosso'.
 
E così arrivano le polemiche per il 'caso Berbatov', con le durissime parole del ds della Fiorentina, Daniele Pradè, in risposta alle spiegazioni del dirigente juventino: ""Marotta ridica a me quelle cose, da soli in una stanza, guardandomi negli occhi. Non c'è bisogno di aggiungere altro". 
 
E poi si aggiungono le accuse di Andrea Stramaccioni, tecnico dell'Inter, in replica a quello che Marotta aveva considerato come un complimento: "Mi ha dato fastidio l'ironia di Marotta sul nostro modulo prima della partita. Ci ha giudicato con presunzione e abbiamo visto com'è andata a finire. Ci vuole maggiore rispetto". 
 
E non finisce qui, perché il carico da undici ce lo mette Antonino Pulvirenti, presidente del Catania: "E' un brav'uomo, mi fa anche un po' di tenerezza, sembra James Bond: ha la missione impossibile di giustificare l'ingiustificabile".
 
Marotta il buono non c'è più, ora c'è il presuntuoso Marotta, un James Bond in smoking bianconero. Al quale ci permettiamo di dare un consiglio: diventi ancora più 'antipatico' e 'cattivo', magari acquistando nelle prossime sessioni di mercato quel grande attaccante promesso e mai arrivato. Renderebbe la Juventus ancora più forte e vincente, e lui diventerebbe ancora più antipatico. Ma antipatico per gli altri, si intende, perché per gli juventini sarebbe simpaticissimo.