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3 punti contro le critiche
 
In partite come Juventus – Verona il risultato alla fine risulta determinante per qualsiasi giudizio da esprimere.
Perché, mentre dopo sfide intense e complicate come quella del Wanda Metropolitano si può anche passare sopra sulla vittoria sfumata e sulla rimonta subita in virtù dello spettacolo mostrato e dei miglioramenti di mentalità e gioco evidenziati, un passo indietro in una gara casalinga contro una neopromossa è accettabile solo se alla fine arrivano comunque i tre punti.
Se dopo lo scialbo pareggio di Firenze sono piovute critiche (anche eccessive) sulla Vecchia Signora non osiamo pensare cosa sarebbe potuto succedere se il Verona avesse agguantato il pareggio (anche meritato) nel finale di partita di ieri.
Soprattutto anche alla luce del risultato del derby di Milano che ha visto trionfare ancora una volta l’Inter di Conte, unica squadra ancora a punteggio pieno e vera candidata per “scippare” al Napoli il ruolo di anti-Juve in campionato.
 
Demiral rimandato, Ramsey promosso
 
L’ingenuo fallo da rigore di Demiral (incerto per tutta la partita e probabilmente condizionato dall’emozione dell’esordio) da il via all’azione che porta il Verona in vantaggio con il “golasso” di Veloso.
Risponde subito però Ramsey (grazie anche ad una deviazione decisiva) che all’esordio allo Stadium dal primo minuto dimostra subito tutte le sue qualità tecniche che torneranno sicuramente utili all’interno dello sviluppo futuro del gioco di Sarri. Una prestazione, quella del gallese, che vale sicuramente una promozione, un voto più che positivo.
Nel secondo tempo, poi, un’evidente ingenuità di Gunther su Cuadrado spiana la via al gol decisivo su calcio di rigore di Cristiano Ronaldo ma nonostante la rimonta piazzata e il vantaggio ottenuto la Juventus rischia di subire il pareggio più volte, con la partita in equilibrio sino alla fine.
 
Buffon, che ritorno

Solo un redivivo e decisivo Gigi Buffon, 490 giorni dopo il lungo addio (ironia della sorte, sempre contro l’Hellas Verona), evita il pareggio ed evita soprattutto contestazioni (sicure) e pressioni su Sarri. Un grande ritorno, davanti al suo pubblico, a dimostrare che non è ancora pronto per appendere i guanti al chiodo.
Non è stata sicuramente una bella Juve e se non fossimo all’interno di un percorso di rivoluzione tattica sicuramente saremmo meno teneri nel giudizio finale.
Per la prima volta si è visto un vero turnover in casa bianconera quest’anno con risultati alterni. Chi come Ramsey e Buffon hanno sfruttato a pieno l’opportunità, chi come Dybala pur se sufficiente ha dimostrato di esser ancora arrugginito dalle troppe panchine e chi invece come Bentancur ma soprattutto Demiral hanno fatto rimpiangere i titolari mancanti.
Non c’è comunque nemmeno il tempo di stare a pensare troppo su tutte le cose che non hanno funzionato che martedì si torna nuovamente in campo ben consapevoli che in questa fase del campionato vincere è davvero l’unica cosa che conta, anche a scapito del gioco.
Più in là nel tempo invece non sarà proprio così, altrimenti sarebbe bastato confermare Allegri…