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Nel giro di due giorni sono arrivate tre sentenze da Napoli per la Juventus. Due hanno a che fare con il rinvio di Napoli-Juventus, l'altra è quella del processo penale di Calciopoli.

Napoli-Juventus
Niente da dire sul rinvio della gara: in questi casi, e per quello che era successo in Italia nei giorni precedenti, in particolare a Genova, una decisione presa dall'autorità competente va soltanto rispettata, non commentata. Se mai, come ha ricordato ieri Gianluigi Buffon, sono i modi in cui si è arrivati alla decisione a far discutere, soprattutto in ambito sportivo. E qui arriva la prima sentenza per la Juve: nonostante l'attivismo di Andrea Agnelli su vari fronti (stadio, diritti tv, battaglie giudiziarie), l'attuale società bianconera non ha ancora il peso e l'autorevolezza per essere almeno invitata e ascoltata quando si devono prendere decisioni di questo tipo (e lo stesso discorso vale per la Lega Calcio). Se nella stessa situazione della Juve ci fossero stati il Milan o l'Inter, non crediamo che sarebbero stati snobbati in questo modo...

La seconda sentenza riguardo al match (mancato) col Napoli ha invece un segno positivo per i colori bianconeri: non c'è dubbio infatti che la decisione del rinvio sia stata accolta molto più volentieri dal Napoli che dalla Juventus. I partenopei avrebbero giocato contro la Juve quattro giorni dopo la trasferta con il Bayern, mentre i bianconeri avrebbero goduto di ben otto giorni di riposo (da Inter-Juve). Non sarà così, invece, martedì 29 novembre, quando entrambe le squadre saranno reduci da un match giocato il sabato precedente. Il fatto che Walter Mazzarri, nella conferenza alla vigilia del match rinviato, avesse sottolineato le differenti condizioni delle due squadre, e il sollievo con il quale tutto l'ambiente Napoli ha accolto il rinvio, fanno dunque ben sperare: la Juventus-squadra inizia di nuovo ad essere rispettata (se non temuta) dalle avversarie. E questo è un buon segno. 

Calciopoli
Anche qui, come per la decisione di rinviare Napoli-Juventus, niente da dire sulla sentenza emessa dall'autorità competente in sede penale, che va solo rispettata (così come andrebbe rispettata, in appello, una sentenza di diverso tipo). La 'sentenza' alla quale facciamo riferimento, e che si può commentare, è invece un'altra: la decisione della Juventus di scaricare (per la seconda volta, come ha scritto Xavier Jacobelli) Luciano Moggi. La prima volta nel 2006, la seconda nel 2011: in mezzo, la società bianconera ha però utilizzato le intercettazioni a tema Inter sbobinate dai legali del suo ex direttore generale per dar vita, in un primo tempo, all'esposto inoltrato nel 2010 alla Figc, e, in un secondo tempo, al ricorso inoltrato al Tnas. Non crediamo che, in futuro, ci saranno altri 'ripensamenti' da parte della Juventus, anche, per assurdo, se Moggi fosse assolto in appello. La sentenza è dunque inappellabile: il rapporto fra la Juventus e Luciano Moggi si è definitivamente chiuso l'8 novembre 2011. Piaccia o non piaccia (e mi riferisco a quella parte del tifo juventino che ha identificato in modo eccessivo la Juventus con Moggi, dimenticandosi, come ripete spesso Michel Platini, che sono i campioni a vincere, e non i dg, e che la Juventus vinceva anche prima di Moggi. E, ci auguriamo, vincerà anche dopo).

Morale
Se si può ricavare una morale da questa doppia 'trasferta' napoletana, crediamo che sia questa: la giustizia (sia ordinaria che sportiva) faccia pure il suo corso (con appelli, cassazioni, tnas, tar e chi più ne ha ne metta), ma i tifosi (e anche la società) pensino più alla squadra che a queste vincende, perché la squadra è forte e ricomincia a far paura ai rivali. E con un paio di acquisti azzeccati a gennaio, potrebbe davvero giocarsi lo scudetto!

PS.: buon compleanno Capitan Del Piero!