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Allegri respira
 
La sosta per le Nazionali riconsegna al campionato una Juventus più completa e serena.
Contro il Bologna allo Stadium arriva una vittoria netta, mai in discussione, che di sicuro non guarisce in un colpo solo tutti i mali della Vecchia Signora ma rialza sicuramente il morale, e sopratutto la classifica, dei bianconeri. Decisive le giocate di Kostic, Vlahovic e Milik, i calciatori attualmente più offensivi della rosa juventina in assenza di Di Maria, Pogba e Chiesa. Non certo un caso. Importanti i recuperi di Locatelli e soprattutto di Rabiot a centrocampo per ridare stabilità alla squadra. Allegri respira, prende tempo.C’è un’aria pesante intorno a lui, gli #AllegriOut ormai non trovano più pace anche dinanzi ad un successo netto come quello ottenuto contro la squadra di Thiago Motta. Noi dalle pagine di questa rubrica non ci spostiamo dalle nostre considerazioni: in assenza di dimissioni del tecnico bianconero (se le cose dovessero peggiorare nelle prossime settimane) ma soprattutto in assenza di valide alternative nell’immediato per la panchina, inutile ogni settimana continuare a contestare squadra e allenatore con più di 3 / 4 di stagione ancora da disputare perché se le cose in queste condizioni si possono evidentemente migliorare è anche vero che possono pure peggiorare e non di poco aggiungendo errori ad errori.
 
Ottobre decisivo
 
Quindi testa ben salda sulle spalle e pedalare perché ottobre sarà un mese decisivo e praticamente senza soste.
Qui, nel corso delle prossime settimane, la Juventus dirà molto in merito alle proprie ambizioni d’annata.
Maccabi a Torino, Milan a San Siro, Maccabi in trasferta e derby di Torino: in poco più di 10 giorni la squadra bianconera si giocherà gran parte della propria credibilità. Non sarà sicuramente facile ma se la Juventus vuole rientrare in corsa per tutti gli obiettivi prefissati ha la necessità, soprattutto in Champions League, di raddrizzare la situazione in fretta. L’ennesimo clean sheet di stagione conferma la solidità difensiva bianconera che però rischia di restare fine a stessa se questa squadra non troverà con continuità anche soluzioni offensive di gioco. Un passo alla volta quindi, il malato non è ancora guarito ma ritrovando autostima e sicurezza si potrà anche sicuramente guardare al futuro con più serenità. Ma non bisogna più sbagliare…
@stefanodiscreti 
 
 
 
 
 
 



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