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Ennesima occasione persa in casa Juventus al termine di un periodo sempre più complicato per i bianconeri, dentro e fuori dal campo.
Contro il Torino di Nicola la squadra di Pirlo non va oltre il pareggio nonostante il gol iniziale di Chiesa. Anzi se non fosse arrivato il gol di Cristiano Ronaldo nel finale la squadra bianconera avrebbe subito una nuova sconfitta in campionato, dopo quella con il Benevento, contro un’altra squadra di bassa classifica che sta lottando per non retrocedere.
5 punti persi nelle ultime due partite che praticamente certificano in via ufficiale l’abdicazione del titolo da parte della Juventus. Manca ormai solo la matematica.
 
Entrare in Champions per evitare la disfatta
 
Inizia a questo punto un nuovo torneo per la Vecchia Signora, una sorta di battaglia di sopravvivenza.
Non più una corsa verso il titolo ma la necessità a tutti i costi di evitare un fallimento epocale trasformando la peggiore stagione dai tempi di Delneri in una tragedia, sportiva ed economica.
Eh si, perché per la Juventus fallire l’obiettivo della qualificazione per la prossima Champions League rappresenterebbe un punto di non ritorno. A prescindere dalle tante teste che cadrebbero, in società e fuori, la squadra bianconera già nel pieno di una crisi economica si troverebbe praticamente costretta a ripartire quasi da zero. Ciclo non solo finito ma praticamente azzerato, spazzato via.
Un’ipotesi che in casa Juve non vogliono nemmeno prendere in considerazione ma che alla luce dei risultati di Napoli, Atalanta e Milan (l’Inter ormai lanciatissima verso la conquista dello scudetto è già praticamente certa di giocare la prossima Champions League) mette a serio rischio l’accesso dei bianconeri nei primi 4 posti della serie A.
Nessuno si sarebbe aspettato 1 solo punto in due partite contro Benevento e Torino come anche nessuno si sarebbe potuto immaginare un comportamento così poco professionista da parte di Arthur, McKennie e Dybala a ridosso di un appuntamento così importante, costringendo Pirlo a non averli a disposizione in un momento così delicato.
E’ evidente che in questa fase alla Juventus manchi sia un punto di riferimento forte in dirigenza che un sergente di ferro in panchina.
Vista da fuori la Vecchia Signora sembra quasi vivere in uno stato di anarchia.
 
Aveva ragione Sarri
 
Ritornano alla mente in questa fase le parole di Sarri “questa squadra è inallenabile” che a suo tempo scatenarono tantissime polemiche, quasi un sentimento di indignazione popolare.
Vedendo però la gestione esterna di certi calciatori, il peso eccessivo nello spogliatoio di alcuni senatori ed i comportanti di altri, Pirlo a Torino non se la sta passando sicuramente bene.
Ovvio che adesso tutte le colpe ricadranno su di lui, probabilmente alla fine pagherà per tutti ma se la Juventus da 3 anni a questa parte è diventata così ingestibile, dentro e fuori dal campo, di sicuro non è colpa sua, se non per una parte in questo ultimo anno.
Il presidente Andrea Agnelli che l’ha scelto, pensando con un pizzico di presunzione di poter sostituire un allenatore vincente ed esperto come Sarri con un totale esordiente, probabilmente dovrebbe adesso chiedere scusa a tutto l’ambiente o perlomeno ammettere pubblicamente l’evidente errore di valutazione e programmazione. Ma siamo in Italia, il paese dove la colpa è sempre di qualcun altro.
Buona Pasqua a tutti.
@stefanodiscreti