Lasciate perdere il bon-ton, di cui a Milano pensano, ovviamente, di esserne gli inventori, alla pari dell'onestà. 
Si dice "grazie" a qualcuno se, a quel qualcuno, è stato chiesto un favore, e lui ve lo fa. Non avendo chiesto nulla, non riesco a capire perché dovremmo adesso ringraziarlo, quel qualcuno.

Il pareggio ottenuto dall'Inter col Napoli è servito, prima di tutto, a se stessa, per mantenere la squadra ancora in corsa per un posto nella prossima Champions, o quanto meno alla prossima Europa League, per la possibile rivincita con gli israeliani dell'Hapoel Be'er Sheva. 

Certo, per effetto di questo pari la Juventus ha potuto scavalcare il Napoli e riprendere, dopo mesi, la testa solitaria della classifica, ma a pronunciare quel "grazie" proprio non ce la faccio. Non per odio (quello lo coltivano e lo provano solo gli stupidi, accecati dal tifo e per i quali non esiste nient'altro al di fuori del calcio) ma per una pura e semplice questione di principio: non si ringrazia chi si ostina, con estrema pervicacia, a darti del malfattore, negando come sempre tutti gli addebiti che lo riguardano.

Nei giorni che hanno preceduto la sfida col Napoli, l'Inter ha festeggiato in pompa magna i suoi 110 anni, e alcuni dei 430 illustri invitati - anziché brindare insieme con una fetta di torta al compleanno della Beneamata, rimembrando lo storico triplete - non ce l'hanno fatta proprio a non dedicare un pensierino pure alla Juventus, ritornando sempre lì, a Calciopoli. Per loro il periodo più  buio del calcio italiano, nel quale - ha ricordato l'ex fenomeno Ronaldo abbracciandosi il mitico mister Simoni " era impossibile vincere, perché ce lo impedivano", non ricordando che in quegli anni a cavallo degli anni 90/2000 oltre alla Juve vinsero campionati e Coppe Italia anche Milan, Roma, Lazio,Fiorentina e Parma. Eccetto l'Inter.

Gli è subito andato dietro Gianfelice Facchetti, il quale ha ringraziato la precedente proprietà nerazzurra per aver "tenuto fuori il club, storicamente allergico al potere, da illeciti e sporcizia".

Una delle caratteristiche principali dell'interista-tipo è l'essere negazionista ad oltranza: possono fargli leggere interi faldoni di deposizioni, fargli ascoltare decine di intercettazioni e intere relazioni della Procura federale, ma loro si ostineranno a non prendere minimamente in considerazione un coinvolgimento della loro società in Calciopoli, si dichiareranno a oltranza vittime di quel sistema marcio e corrotto. 

Anche quando gli sottoponi la relazione 2011 dell'ex procuratore federale Palazzi, loro idolo quando chiedeva la serie C per la Juventus ma che si trasformò immediatanente nel giudice più inattendibile e bugiardo allorché denunciò che pure l'Inter avrebbe dovuta essere retrocessa in B per illeciti, causa contemporanea violazione degli articoli 1 (slealtà sportiva) e 6 (illecito puro) del codice di procedura sportiva da parte dei suoi principali dirigenti.

Una accusa ancor peggiore di quella fatta nel 2006 alla Juventus, per punire la quale si dovette ricorrere alla somma di tanti articoli 6 per arrivare a creare un articolo 1 (il cosidetto "illecito strutturato", inventato appositamente nel 2006 dalla Corte Federale) e mandarla in serie B privandola di 2 scudetti, uno dei quali poi omaggiato proprio all'Inter dall'allora commissario straordinario Figc Guido Rossi, ex consigliere d'amministrazione della Fc Inter. L'arcinoto scudetto "di cartone" perché assegnato ad una squadra classificatasi  nella stagione 2005/06 terza, ben 15 punti dietro alla Juventus. Scudetto che però, ancora oggi, Moratti definisce "il piu' bello di tutti", salvo poi non rinunciare alla prescrizione per legittimamente difendere difronte al Tribunale sportivo la propria onestà ed estraneità da ogni addebito mossogli da Palazzi. Sarebbe il modo più naturale per cancellare ogni ombra di sospetto, anche la più piccola, dalla propria limpida e cristallina gestione del club, lodata appunto da Facchetti jr. Ma all'Inter tutti se ne guardano bene, dicendo che lo farebbero soltanto se la Juventus rinunciasse pure lei alla prescrizione sul doping, storia processuale che dimostrano di non conoscere (la Juve venne infatti assolta dall'uso di sostanze dopanti). 
 
Alla luce di tutto questo, e dopo appunto i gentili pensierini ammiccanti fatti appunto nel giorno dei loro festeggiamenti, capirete bene perché un grazie agli interisti per il pareggio col Napoli proprio non riesco a farglielo, mi spiace.  Le storie vanno raccontate integrali, senza omettere ciò che non conviene, altrimenti così non vale.