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La Juve è stretta tra quello che vorrebbe essere e quello che è. Tra nuovi propositi e vecchi fantasmi, subito rievocati dal ko di Bari. Zero punti e vecchie/nuove paure. La stecca alla prima giornata mette subito a nudo i limiti della creatura di Del Neri e Marotta. Nessun dramma, ovvio, siamo soltanto alla prima giornata, ma con una gestione più oculata delle sostituzioni, il tecnico avrebbe potuto almeno limitare i guai. Tattici e fisici.

Perché è stato mandato allo sbaraglio Krasic, poi bocciato nell'intervallo? Perché inserire Sissoko per Felipe Melo e non per Marchisio, fuori condizione? Perché, infine, obbligare Martinez a giocare per mezz'ora con un ginocchio a pezzi anziché risparmiarlo e arrendersi all'idea di chiudere in dieci? A questi punti interrogativi si sommano le carenze di natura tattica (la Juve è sovrastata sulle fasce, dove avrebbe dovuto invece correre veloce il suo gioco) e motivazionali: il Bari infatti ha giocato con la bava alla bocca, la Juve no. Su le maniche, due mesi di lavoro con Del Neri non sono bastati.

(Leggo - Edizione Torino)