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E' primavera, Krasic rifiorisce. Non è un caso che l'ala serba sia tornata protagonista domenica, segnando un bellissimo gol contro il Brescia dopo più di tre mesi a secco di reti e di sgroppate sulla sua corsia. Marzo è infatti il mese in cui abitualmente ricomincia il campionato russo, e i bioritmi del biondo seguono fedelmente il calendario osservato dal 2004 al 2010. Una flessione fisica era inevitabile. Tra Mosca, il Mundial sudafricano e la nuova avventura torinese, lo Stakanov bianconero non ha mai staccato la spina. Adesso, però, il letargo invernale è finito.

Il soldato Milos si è ripreso la Juve e la scena. Ed è tornato a sorridere, dimenticando anche le polemiche con quegli arbitri ed avversari che lo avevano bollato come simulatore: 'Mi fa piacere essere riuscito a ritrovare il gol, era un po' che mi mancava. Anche se quello che conta di più è il successo della squadra: una vittoria che mette fine ad un momento negativo'. Adesso la Juve punta forte su di lui per il rush finale. Lui lo sa e dal ritiro della Serbia, che domani sera a Belgrado affronterà in amichevole l'Irlanda del Nord, indica la strada: 'I tre punti di domenica scorsa, anche se sofferti, devono dare a tutti noi la spinta per finire al meglio la stagione. La strada imboccata è quella giusta, non vogliamo più fermarci'. Le ultime otto partite saranno affrontate come finali, come dagli ordini di Agnelli. Con un Krasic in più nel motore.

(Leggo - Edizione Torino)