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Mentre la squadra era in campo per il consueto allenamento mattutino, Andrea Agnelli è entrato in campo in compagnia di Beppe Marotta che ha fatto gli onori di casa. Il neo-presidente bianconero si è fermato a salutare i giocatori tra gli applausi dei circa 200 tifosi presenti sulle tribune. Il rampollo di casa Agnelli ha poi fatto il giro del Summer Camp, accompagnato dal direttore generale e dall'ufficio stampa al completo, prestandosi ben volentieri ad autografi, fotografie e battute con chi non vedeva l'ora di poter dire 'c'ero anche io'.

Poi il figlio del compianto Umberto ha fatto il giro delle transenne e s'è gettato a capofitto in mezzo ai tifosi per un vero e proprio bagno di folla. Tante le richieste e gli slogan giunte all'orecchio del presidente: da 'Abbiamo fiducia in te' a 'Fatti restituire i due scudetti che sono nostri'. Lui, a chi gli diceva 'Tu sei la Juve', ha risposto: 'La Juve siete voi. Dobbiamo stare tutti uniti e non chiamatemi presidente. Chiamatemi Andrea', tra gli applausi del pubblico estasiato che strabuzzava gli occhi nel poter stringere così da vicino il loro beniamino. I giornalisti hanno provato a fargli qualche domanda, ma lui ha schivato microfoni e telecamere con la consueta arguzia e cortesia: 'Che aria si respira in ritiro? Aria più fresca rispetto alla città. Fino a quando rimango? Soltanto oggi'. La sua visita s'è conclusa tra ali di folla al grido 'Andrea uno di noi'. Nel pomeriggio, insieme a Jean Claude Blanc, firmerà l'accordo per allungare di un altro anno la permanenza della Juventus in Trentino. Dunque anche l'anno prossimo i bianconeri verrano in Val Rendena per preparare la stagione.

Nel frattempo i giocatori stavano concludendo l'allenamento. Mattinata divisa in due fasi. La prima dedicata completamente alla parte atletica con riscaldamento, palestra, potenziamento muscolare e ripetute con crescenti ritmi di corsa. Dal 'trotto al galoppo' oper circa un quarto d'ora. Martinez, nel frattempo, ha lavorato a parte con il preparatore atletico. Nell'ultima parte dell'allenamento Luigi Del Neri ha impegnato la rosa nei calci piazzati a palla ferma e nelle situazioni che si vengono a creare in partita in area di rigore. I difensori dovevano ovviamente marcare strettio attaccanti e centrocampisti e cercare di non farli saltare. Questi ultimi,al contrario, dovevano cercare di smarcarsi e tentare la conclusione in porta. Del Neri non lascia nulla al caso e continua la sua maniacale attenzione ad ogni minimo dettaglio.