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Giorni duri per la Juve a Vinovo: allenamenti doppi, lavoro intenso e terapia di gruppo. La squadra ieri è stata psicanalizzata dal presidente Andrea Agnelli. Con lui, lo stato maggiore: il dg Marotta, il suo braccio destro Paratici e il consigliere Nedved. Quaranta minuti di faccia a faccia per riavvolgere il brutto film di Lecce e rimettere a fuoco la missione Champions League. L'accusa presidenziale di scarso impegno ('I giocatori della Juve a Lecce non hanno dovuto nemmeno farsi la doccia'), ha avuto proprio l'effetto di una doccia, ma gelata. Oltre a ribadire la sua fiducia in Del Neri, Agnelli ha chiesto alla squadra una reazione immediata: i giocatori devono responsabilizzarsi, trasformare la presunzione in senso di appartenenza, rievocare lo spirito del successo contro l’Inter e cacciare via i fantasmi. Per raggiungere il quarto posto, la Juve dovrà essere grande anche con le piccole, a partire da sabato contro il Bologna. All'accorato appello, hanno risposto i senatori, che si sono in qualche modo proclamati garanti della rinascita, o quanto meno di un tempestivo moto d'orgoglio. Uno per reparto: Buffon, Chiellini, Marchisio e Del Piero.

Sciolta la seduta, Agnelli ha seguito gran parte dell'allenamento, fumando nervosamente a bordo campo. Del Neri ha lavorato molto sulla difesa, ripassando l'abc della tecnica e della tattica. Il mister sta preparando una piccola rivoluzione. L'undici anti Bologna avrà almeno due, forse varianti rispetto alla squadra asfaltata dal Lecce-due. A parte lo squalificato Buffon, rischia un turno di stop anche Aquilani. Del Neri, infatti, medita di riportare Marchisio al centro in coppia con Felipe Melo, e di lanciare Martinez o il recuperato Pepe sull'out sinistro, mentre a destra sarà confermato Krasic. La Juve (ri)mette le ali, per rifornire di cross il tandem Matri-Toni. Possibili novità anche in difesa. La grande muraglia composta dai quattro stopper non è più intoccabile. Sorensen dovrebbe abdicare in favore di Motta (o Grygera), mentre Chiellini potrebbe tornare al centro con Bonucci, lasciando la corsia sinistra ad un esterno di ruolo come Traorè. La speranza è che cambiando l'ordine degli interpreti volta cambi anche il risultato.

(Leggo - Edizione Torino)