Da un'estate all'altra, da un estremo all'altro, dal ritiro di Moena a quello di San Pietroburgo, rimanendo coerente con se stesso e con le sue scelte. Sbagliate. Era il 17 agosto, e Nikola Kalinic disertava l'allenamento mattutino della Fiorentina, senza alcun preavviso, senza spiegazioni, senza motivazione alcuna. Il giorno dopo, ecco il provvidenziale certificato medico da "Emotivamente inquieto per allenarsi", il saluto alla Viola e il passaggio al Milan. Il contratto della vita, il sogno rossonero che si realizza, la 7 del suo idolo, Andry Shevchenko. E poi? Poco, pochissimo: 6 gol e 6 assist in 41 partite, con la ciliegina sulla torta dell'autorete in finale di Coppa Italia contro la Juve, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Ma il peggio doveva ancora venire...

NO MONDIALE! - Niente è meglio di un Mondiale. Niente è peggio di un 'no', quando ci sei, al Mondiale. Chi fa il calciatore sogna, anche solo per qualche minuto, di calpestare il prato verde in un Mondiale con la maglia della propria nazionale indosso. Evidentemente, non Kalinic. La Croazia lo ha cacciatao dopo il suo "no": troppo poco giocare uno scampolo di gara contro la Nigeria, meglio stare seduti in panchina. Il ct Dalic, a parole, lo scagiona: "Ha mal di schiena, non è d'aiuto". Ma coi fatti, lo manda a casa. 

ANCHE CON GATTUSO... - La voglia di essere il protagonista buono, l'eroe, il paladino, non riuscirci e trasformarsi inesorabilmente nell'antagonista, il problema, il caso. Tante aspettative non rispettate, tanti i milioni investiti che non hanno dato frutto, tanti fischi e tante polemiche. Pochi, invece, i gol, quelli che contano se sei un attaccante, quelli che contano se indossi la maglia numero 7 del Milan. Una pressione enorme per delle spalle che, in rossonero, si sono dimostrate fragili; tanto che Gattuso è riuscito da "anticipare" il ct della Croazia Dalic. Ricordate? Era il 17 marzo (7 mesi esatti dopo l'assenza ingiustificata nel ritiro viola), l'allenatore del Milan si presentava in conferenza stampa alla vigilia della sfida col Chievo e annunciava l'esclusione dalla lista dei convocati di Kalinic, apparso svogliato in allenamento. Un segno del destino, insomma; un'anticipazione di quel che è successo oggi, 18 giugno 2018. E ora? 

SUL MERCATO - Nikola Kalinic non è mai stato ritenuto incedibile dalla società rossonera, pronta ad ascoltare offerte per l'ex Fiorentina. Il Siviglia ci sta pensando, così come diversi club in Turchia e in Cina. Certo, la vetrina del Mondiale avrebbe fatto comodo al Milan per rivalutare un giocatore dopo una stagione flop. E invece no, c'è stata la degna chiusura di un anno orribile. Da un'estate all'altra, da un estremo all'altro, spesso  nella posizione sbagliata. Come diceva Nereo Rocco? In campo come nella vita...

@AngeTaglieri88