L'infortunio di Federico Chiesa ha aperto una ferita nel tridente dell'Italia. All'assenza di Lorenzo Insigne, infatti, si sono sommati i fastidi che hanno costretto l'esterno della Fiorentina ad abbandonare il ritiro di Coverciano. E per la nuova, giovane Nazionale di Roberto Mancini, questo non può che rappresentare un problema. Il CT, però, è uno che sui giovani ci punta davvero. In questa fase di rinascita lo ha dimostrato più volte: Moise Kean provato tra i titolari per la gara contro la Finlandia ne è la riprova.

SORPRESA - Sì, esatto, proprio quel Kean che, a inizio stagione, è rimasto alla Juventus contro ogni pronostico. Massimiliano Allegri lo ha centellinato, dandogli pochissimo spazio. Tutte rare occasioni nelle quali il talento nato a Vercelli non si è fatto trovare impreparato. La carestia offensiva in ottica italiana ha spinto Mancini a puntare sui giovanissimi, sottraendoli a quell'Under-21 che tra tre mesi stazionerà ai nastri di partenza dell'Europeo giocato in casa. Contro la Finlandia, nell'esordio nelle qualificazioni a Euro 2020, nel tridente con Federico Bernardeschi e Ciro Immobile potrebbe esserci proprio il classe '00, che avrebbe battuto la concorrenza di Matteo Politano. Prove tattiche, test e sedute video: alla fine potrebbe spuntarla il baby bianconero.

LINEA VERDISSIMA - Chiamò Nicolo Zaniolo quando ancora la Roma non lo aveva pienamente scoperto, ha dato spazio a Kean tra i convocati in maglia azzurra. Ha dato fiducia a Chiesa e Barella, mettendoli al centro del progetto, puntando su Biraghi a sinistra e cercando di valorizzare Jorginho e Verratti. Ha studiato Bernardeschi, ha valutato Tonali, controllando i progressi di Mancini e mettendo sotto i riflettori nostrani Grifo e Piccini. E molto, molto altro. Mancini fa sul serio e, dai buoni propositi, è passato ai fatti. Si è guardato intorno, ha posto gli obiettivi e ha dato fiducia alla nuova generazione che sta maturando, quella nata a cavallo del millennio. Perché a partire dalla porta, le intenzioni del CT sono chiare.

SPINA DORSALE - Kean è solo l'ultima trovata nel ritiro di Coverciano. Chiesa e Barella, ad esempio, con Gian Piero Ventura non erano considerati come protagonisti. Mancini gli ha creato addosso un vestito perfetto, soprattutto nei meccanismi. «Il mister è stato bravo nel comprendere le caratteristiche di ogni giocatore e inserirle all'interno del contesto tattico», ha dichiarato in conferenza stampa lo stesso Barella, uno di quelli che a giugno prenderà parte all'Europeo Under-21. Proprio così, il 'Mancio' ha costruito la propria forza sulle qualità dei propri elementi: ha concesso loro del tempo libero, li fa allenare con la musica e, dopo la debacle contro la Svezia, a Coverciano è tornato il sorriso.