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Secondo Mateja Kezman, già calciatore del Psg tra le altre, l'omosessualità è una malattia. A margine del Gay Pride di Amsterdam della settimana scorsa, dei calciatori hanno potuto per la prima volta rappresentare, ufficialmente, il gioco calcio. Da lì una marea di sostenitori, dal commissario tecnico della nazionale Louis Van Gaal agli ex Patrick Kluivert e Ronald de Boer tra gli altri.

Voce fuori dal coro, quella di Mateja Kezman, ex attaccante di PSV Eindhoven (2000-2004) e Paris Saint-Germain (2008-2010). Al quotidiano serbo Alo, Kezman non ha usato mezzi termini: "Secondo la mia opinione, l'omosessualità è una malattia che non dovrebbe essere pubblicizzata; non vorrei che la federcalcio serba decida, un giorno, di sostenere il Gay Pride nel paese. Gli olandesi s'allontanano da Gesù Cristo e corrono verso la distruzione spirituale".