Là dove il grande Real Madrid scivolò, passa la Roma che in Europa riesce a trasformarsi. Una vittoria pesante, che spinge praticamente Di Francesco verso gli ottavi, ma soprattutto la sensazione di avere tanti bravi ragazzi in un organico che forse è più ricco di quanto si creda. Mosca evoca tanti ricordi. Dal gol di Totti ultratrentottenne, che è ancora un record perché nessuno in Champions è riuscito a segnare in un’età così matura, al guizzo vincente di Rizzitelli, il primo romanista a espugnare il fortino russo. Notti gelide e insieme caldissime come questa giornata novembrina dove il freddo comanda, ma è in fondo sopportabile. 

Di Francesco, che comincia a innervosirsi per le  voci sempre più consistenti su Paulo Sousa, opta per quella che potrebbe definirsi "formula derby" affidando a Santon la fascia destra con Florenzi, capitano tuttofare per la forzata assenza di De Rossi, avanzato nel trio offensivo dove accanto a Dzeko ricompare Kluivert. Pellegrini torna a fare il trequartista mentre Cristante affianca Nzonzi, anche se è facile immaginare uno scambio di mansioni tra i due. Il tecnico russo dal nome impronunciabile deve rinunciare a uno dei suoi pezzi da novanta, Dzagoev, ma recupera il portiere titolare Akinfeev, che ha scontato la squalifica dopo l’espulsione nel finale della partita con il Real. Il portiere monumento in verità non si presenta alla grande: la zuccata di Manolas su angolo di Pellegrini è coraggiosa, ma l’uscita del capitano moscovita somiglia a una mezza papera. 

La Roma si trova in vantaggio dopo appena quattro minuti e per tutto il primo tempo si impegna a non disattendere le disposizioni di Di Francesco. Il Cska perde Mario Fernandez, colpito da una ginocchiata involontaria di Kolarov e non riesce a organizzare una reazione efficace. L’unica occasione capita a Schennikov che sbaglia la testata graziando Olsen. La Roma al contrario gioca in velocità con molta attenzione senza abbassarsi troppo. Bravissimo nella fattispecie Kluivert che inventa un assist d’oro per Florenzi, impappinatosi sul più bello. L’olandese, in serata di grazia, si ripete come uomo assist servendo una grande palla a Dzeko che però si presenta in versione bradipo e si fa rimontare da Rodrigo. La legge del calcio scatta inesorabile e porta con sé il pareggio di Sigmusson, diciannovenne islandese che non aveva mai segnato: nell’occasione Santon è in ritardo. 

Il Cska non fa in tempo a brindare, perché resta in dieci per il secondo cartellino giallo sventolato sotto il naso di Magnusson. La Roma riprende in mano la partita mentre i russi sembrano storditi: il gol di Pellegrini sembra un evento inevitabile come i gol mangiati da Dzeko, che ha comunque l’attenuante di non avere mai potuto tirare il fiato. Il resto è solo Roma con tante occasioni buttate e con meritati gridolini di ammirazione per l’ultimo arrivato, Zaniolo, uno di cui sentiremo parlare.


CSKA MOSCA-ROMA 1-2, IL TABELLINO

Marcatori: 4′pt Manolas, 9’st Sigurdsson, 14’st Lo. Pellegrini
Assist: 4’pt Pellegrini, 14’st Dzeko

Espulso: 11’st Magnusson

CSKA Mosca (4-3-2-1): Akinfeev; Mario Fernandes (12′pt Schennikov), Rodrigo Becao, Magnusson, Nababkin; Akhmetov (31’st Khosonov), Bijol, Oblyakov; Vlasic, Sigurdsson (9’st Chernov); Chalov
Allenatore: Goncharenko

Roma (4-2-3-1): Olsen; Santon, Manolas, Fazio, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Florenzi (43’st Juan Jesus), Lo. Pellegrini (38’st Zaniolo), Kluivert (25’st Under); Dzeko
Allenatore: Di Francesco

Arbitro: Çakır