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Ex malo bonum, che in soldoni significa dalla sfiga nasce il bene, è il nuovo motto di Gian Piero Gasperini. Prendete Koopmeiners. Senza i casi Ilicic e Duvan, o meglio senza la necessità da parte dell’allenatore di inventarsi qualcosa per porre rimedio alla situazione, l’olandese sarebbe rimasto lì a centrocampo, alternandosi umilmente una volta con Freuler, l’altra con De Roon. E mica stava facendo male, Teun: era stato preso per quello. Però la necessità, lo sappiamo, aguzza l’ingegno. Lo stuzzica. E il Gasp è un vero Ulisse quando si tratta di trovare nuove soluzioni, quando c’è da assegnare nuove funzioni a giocatori utilizzati fino quel momento in un altro modo. Gasperini, infatti, mentre un interno gioca da interno nel suo sistema, è in grado di cogliere alcune sfumature della sua interpretazione. E le tiene a mente, le fa lievitare dentro di sé. Poi nel corso della stagione si crea l’occasione e tac, quelle sensazioni vaghe percepite qua e là diventano improvvisamente il fondamento granitico di un cambio di ruolo. Ed è così che nelle ultime gare di campionato abbiamo assistito alla promozione a trequartista di Koopmeiners. Cerchiamo allora di capire quale era stata la novità Koopmeiners al principio, e quale è divenuta attualmente la sua declinazione-evoluzione.      

COSA AGGIUNGE(VA) DA INTERNO?- Ogni anno l’Atalanta ci ha abituato a un upgrade. Senza andare tanto lontano nel tempo, vi basti Romero che, grazie alle sue caratteristiche, aveva aggiunto le invasioni del centrale a quelle preesistenti e già ultra-offensive dei vari braccetti. Koopmeiners, dunque? Ha portato qualità di calcio in mediana. Questa affermazione deve essere intesa proprio in senso letterale: Teun calcia divinamente con entrambi i piedi, e lo fa molto diversamente da Freuler e De Roon. Penso sia lampante. Ciò si traduce in tutta una serie di novità di soluzioni e di vantaggi collettivi, che discendono direttamente da questi due gesti tecnici precisi: i tiri e i lanci.



Si badi che alla Dea non mancavano certo i tiratori. Ma come e da dove arrivavano al tiro questi specialisti (su tutti Malinovskyi)? Quant’è importante, durante un assedio (vedi l’immagine sopra tratta da Atalanta-Venezia), poter minacciare il tiro da posizioni multiple? Diversificare la minaccia? Koopmeiners, da interno, ha aggiunto tiri a rimorchio, tiri dal limite, conclusioni dalla distanza; insomma ha moltiplicato il potenziale offensivo della squadra, contribuendo a generare quel senso di accerchiamento così tipico della Dea quando attacca.     

I LANCI DI KOOP - Questa proprietà di calcio, lontano dall’area avversaria, si trasforma presto in un’altra risorsa, ovvero nei lanci a lunga gittata, impressionanti, di Koopmeiners. Non è cosa da poco poter disporre di una simile funzione. Da qualsiasi punto del campo (e quando dico qualsiasi intendo anche dalla propria area), Koopmeiners è in grado di alzare la testa e lanciare un compagno in porta con estrema e sorprendente precisione.



Eccone un esempio chiaro contro il Manchester United.



Questa stessa facilità di calcio torna molto utile anche per intensificare e rendere più qualitativi i cambi di gioco improvvisi.



E per una squadra che ha dei laterali così offensivi e tanto coinvolti, è indubbiamente un valore aggiunto poterli sfruttare (anche) saltando certi passaggi intermedi, che magari prima risultavano non dico obbligati ma quasi.



KOOP TREQUARTISTA-INVASORE - È stato in particolare il recente scontro diretto con la Juventus a mettere in luce l’altro Koopmeiners, l’ultimo Koop. E forse non è un caso che proprio una delle azioni più discusse di quella partita immortali anche la nuova funzione dell’olandese all’interno del sistema gasperiniano. Vediamo qui sotto da cosa si origina l’episodio dell’impatto tra Szczesny e Koopmeiners. Stavolta a lanciare lungo è Toloi (il braccetto di destra del 3-4-1-2).


La Juve è in pressione forte sul lato palla (De Sciglio, il terzino, uscito alto su Hateboer). Di conseguenza De Ligt scivola a sinistra per marcare Muriel, piuttosto aperto. Koopmeiners ne approfitta allora per attaccare il varco tra De Ligt stesso e Bonucci. Ecco perché a inseguirlo è Locatelli, il vertice basso della Juve. Questa di Koopmeiners è la funzione classica del trequarti della Dea: invadere tra i due attaccanti del 3-4-1-2.



Teun nel nuovo ruolo ci ha preso gusto, e nell’ultima partita, contro la Samp, pur avendo il Gasp variato sistema appena appena (un 4-2-3-1 con Pasalic falso nove, Pessina a destra e Boga a sinistra), ha segnato una fantastica doppietta (tutta col piede ‘debole’). Ecco l’azione del primo gol, nella quale possiamo apprezzare la sua abilità nel leggere in pochissimo tempo gli spazi che si creano.



Giusto il controllo orientato del compagno gli serve come segnale. E ancor prima del pallonetto al volo di Pessina sopra il movimento ad accorciare del centrale Colley, Koopmeiners è già scattato nello spazio, fregando Ekdal.



A monte del terzo gol contro la Samp sta invece un interscambio interessante fra Koopmeiners e Pasalic. Di solito è il croato a fare le invasioni da trequartista. Qui invece lo vediamo agire bene anche da falso nove, con l’olandese che, dal canto suo, va a svolgere la funzione di vertice abbandonata dal compagno.



Sarà poi uno strano scivolamento del reparto difensivo del maestro a suggerirgli un certo corridoio passante, fra sé e Yoshida, da dettare a Miranchuk.



Questo corridoio che vedete qui sotto, precisamente. Per dire che, in conclusione, Koopmeiners sa fare benissimo anche il Pasalic. Gli togli il lancio da registone costruttore, ti fa doppietta da invasore.