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Prima di Platinì e Zidane, in Francia. La storia di Raymond Kopaszewski è storia di migrazione e integrazione, di vittorie e di lotta. Sorseggiando champagne Kopa si impone come giocatore e come – per dirla con uno slogan tanto in voga alcuni anni fa – imprenditore di se stesso.

LE PETIT NAPOLEON - La storia di Raymond Kopaszewski, figlio di migranti polacchi inizia nell'estremo nord della Francia, a Noeux-les-Mines, dove il cielo plumbeo si perde nel grigiore delle miniere. Poco altro c'è da fare e poco altro quei luoghi offrono oltre ad una vita persa laggiù, nel profondo della terra. A parte il calcio, certamente. E il piccolo Raymond a scuola non va affatto bene, ma in compenso è portato per il gioco del calcio. E si diverte, tanto che gioca sempre e ovunque e a 11 anni entra a far parte della squadra giovanile del suo paese. Ma il calcio non assicura né un futuro solido né tanto meno un presente decente e a Raymond si apre la strada che avevano percorso già suo fratello, suo padre e prima ancora suo nonno: lavorare in miniera. A 16 anni, in seguito ad un incidente in miniera, perde un dito della mano sinistra. Eppure, il destino è dietro l'angolo. Due anni dopo Raymond partecipa ad un provino nazionale, il Concours du jeune footballeur del 1949. Dopo aver vinto le prime selezioni regionali si piazza secondo nel concorso nazionale a Parigi, ma non arriva un contratto con una delle grandi squadre del nord francese. È l'Angers – seconda divisione della Francia occidentale – che offre a Kopaszewski un contratto da semi professionista e si impegna a trovargliene uno da elettricista. È l'inizio di una nuova vita per il piccolo Raymond.

CALCIO CHAMPAGNE E MARKETING - Due anni dopo Raymond – che nel frattempo diventa Kopa – corona il sogno di andare a giocare a Reims per lo Stade che già nel 1949 si era interessato a lui, senza peraltro proporgli un contratto. Gli anni a Reims sono quelli della assoluta consacrazione per Kopa, gli anni nei quali mette in luce tutte le sue qualità: ottima visione di gioco e grandissima abilità nel dribbling. Gli anni allo Stade de Reims sono gli anni del calcio champagne e delle vittorie in campionato e nella Coppa Latina del 1953 contro il Milan. Con lo Stade de Reims Kopa giocherà per 12 stagioni, intervallate dai tre anni al Real Madrid, vincendo 4 volte il campionato francese, e fa il suo esordio in nazionale, con la quale parteciperà ai mondiali del 1954 e del 1958. Durante il suo primo periodo a Reims Kopa capisce prima e meglio di altri quanto possa essere importante portare fuori dal campo da calcio il proprio nome e già nel 1954 Kopa stringe un accordo commerciale con la ditta francese Noel per scarpe che hanno il suo nome. Con questo accordo inizia una fortunata attività commerciale che porterà Kopa in seguito a creare una propria marca di abbigliamento sportivo. La stagione 1955/56 è quella decisiva, quella nella quale Kopa si mette definitivamente in luce anche a livello europeo raggiungendo la finale della neonata Coppa dei Campioni poi persa 4 a 3 contro il Real Madrid.

KOPITA PALLONE D'ORO - Proprio il Real Madrid è nel destino di Kopa. Ormai molte società europee hanno messo nel mirino questo giocatore, ma riesce a sputarla il Real Madrid che nell'estate del 1956 prende Kopa per la notevole cifra di oltre 500.000 franchi, denaro che lo Stade de Reims impiegherà per rinforzarsi ulteriormente. A Madrid Kopa gioca con la squadra delle meraviglie, vince campionati e Coppe dei Campioni a ripetizione e viene ribattezzato affettuosamente Kopita. Il 1958 è l'anno di Kopa. Dopo aver vinto la sua seconda Coppa dei Campioni con il Real Madrid anche la sua attività imprenditoriale è ormai una realtà affermata , con produzione non solo di materiale sportivo. Nel 1958 gioca il mondiale svedese mettendosi in luce con la sua nazionale e vincendo il trofeo come miglior giocatore del torneo, tanto che Kopa vince il Pallone d'Oro del 1958, primo calciatore francese a raggiungere il prestigioso traguardo. È la vetta della sua carriera. L'anno successivo vince ancora una Coppa dei Campioni, questa volta battendo in finale proprio il Reims, quindi saluta Madrid, rifiutando il rinnovo, per far ritorno alla sua vecchia squadra. Con lo Stade Kopa vince ancora un campionato, restando anche quando la squadra retrocede in Division 2. Kopa gioca ancora con lo Stade de Reims sino al 1967, quando si ritira dal calcio dopo aver contribuito a riportare in Division 1 la sua squadra.
DI LOTTA E DI GOVERNO -  Anche fuori dal campo Kopa non manca di farsi notare e di far sentire il proprio punto di vista. Come detto, è tra i primi calciatori a capire l'importanza dello sfruttare la propria immagine a fini commerciali, ma inizia anche una battaglia contro lo sfruttamento dei calciatori. Si scaglia diretto contro la federazione francese. Per Kopa è intollerabile che i calciatori professionisti francesi non abbiano un contratto a tempo determinato, ma che invece siano costretti a sottostare alle volontà delle società, uniche detentrici dei cartellini. La lotta che ne segue è aspra, Kopa in un'intervista parla senza mezze misure denunciando che i calciatori sono come schiavi e questo manda su tutte le furie la federazione che lo squalifica per sei mesi. Con Just Fontaine e altri importanti calciatori crea un primo sindacato di calciatori attraverso il quale proporre idee e soluzioni per migliore le condizioni contrattuali dei calciatori e anche grazie alla sua battaglia già con la fine degli anni'60 viene introdotto il contratto a tempo determinato per i calciatori professionisti.
Insomma un grande calciatore e un uomo affatto banale.


 


(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)