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Kozak, Cavanda, Ceccarelli: alla Lazio ci credono, ci sarebbe un progetto su questi tre, ma non prende forma. Forse è il caso di parlarne a tre giorni dalla chiusura di un mercato bloccatissimo per la società biancoceleste nelle uscite e con la possibilità che l’organico di Reja resti extra-large. Difficile trovare spazio e farsi largo, continuando a crescere. Migliorare sì, ma come? Allenandosi e basta? Sono questi gli interrogativi a cui deve dare una risposta la Lazio compiendo la scelta migliore per se stessa e per questi tre ragazzi, che meritano di giocare. 

KOZAK - Cesena, Bologna, Chievo a turno si sono informate e chissà quanto si allungherebbe l’elenco se venissero inseriti i club di serie B, per esempio il Torino se dovesse cedere Rolando Bianchi. L’idea della Lazio è confermarlo e tenerlo in alternativa a Klose. Libor a Skopje non ha giocato bene, è apparso impigrito e imborghesito, s’è anche concesso un improbabile colpo di tacco. Intanto dovrebbe riacquistare l’umiltà e quella determinazione sotto porta che gli avevano consentito di esplodere nella passata stagione, segnando 6 gol in campionato. La Lazio giocherà con il 4-2-3-1 e una sola punta centrale. Klose e Cisse si prenderanno tutto lo spazio, anche Rocchi si trova davanti a Kozak, ci sono Sculli e altri due centrocampisti offensivi come Hernanes e Mauri. Floccari e Zarate ad oggi sono ancora in organico. In questa situazione, Libor quanto spazio riuscirà a trovare? E’ il caso di tenerlo o di mandarlo in prestito? Reja e la società per tutta l’estate pensavano di metterlo in lista Uefa considerandolo tra i quattro giovani cresciuti nel settore giovanile. Ci si è accorti al momento di consegnare la lista che Libor non aveva i requisiti. 

CAVANDA - Poteva rientrare in quei parametri l’esterno belga-angolano, ma è stato inserito in lista B perché considerato in partenza. Dopo la Nocerina, sono venute fuori Juve Stabia e Verona. Cavanda vorrebbe andar via in comproprietà: il prestito al Torino s’è rivelato un boomerang, perché non ha quasi mai giocato. Ma anche in casa Lazio il suo percorso ha assunto i contorni del mistero. Rivelazione dell’estate scorsa, debutto in serie A alla “prima” di Marassi, dentro con il Milan alla quarta al posto di Lichtsteiner per scelta tecnica, poi schierato con la Juve per marcare Krasic. Possibile che quel gol al 95’ lo abbia bruciato? Da lì in poi è sparito, è stato impiegato pochissimo anche nelle amichevoli estive. La domanda sorge spontanea: dov’è l’errore? Reja ha sbagliato a lanciarlo l’anno scorso o la società a cederlo a gennaio? 

CECCARELLI - Classe ‘92, il talento dei Parioli ha incantato al Viareggio, al torneo di Ostuni, è piaciuto anche ad Auronzo. In ritiro con la prima squadra negli ultimi dieci anni non s’era mai visto un ragazzo così bravo, peraltro nato e cresciuto a Roma. L’hanno chiesto Ascoli, Livorno, Sassuolo e Grosseto in B. Si farebbe largo anche in prestito secco, perché è bravo. E crescerebbe. La Lazio non lo cederà, vuole tenerlo almeno sino a gennaio e l’ha inserito in lista Uefa. A Skopje, nonostante i sei gol di vantaggio, Reja non l’ha fatto entrare in campo neppure negli ultimi minuti. Così è dura giocare. Tommaso dovrà mantenere spirito e mentalità per interpretare il terzo anno consecutivo di Primavera nel modo giusto.