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Ufficialmente, il nuovo Milan è al lavoro da appena dieci giorni. Ma già nei mesi precedenti Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno cominciato a operare da dirigenti rossoneri, osservando tante partite in giro per tutta l'Europa. Nelle tante partite seguite dagli spalti, spesso in campo c'era il Borussia Monchengladbach. Di Mahmoud Dahoud, poi accordatosi col Borussia Dortmund, ma anche di Cristoph Kramer, come dichiarato dallo stesso giocatore alla Gazzetta dello Sport: "È curioso che spesso arrivino richieste per me dalla Serie A. Dopo Napoli e Juventus ora anche i rossoneri… Sono venuto a sapere che hanno chiesto informazioni, che mi valutano, ma detto sinceramente non c’è una vera e propria trattativa. Mi dicono siano venuti a vedermi giocare a Firenze quando ero lì con il Borussia".
RICORDI ROSSONERI - "Per me Milan e Berlusconi sono un tutt'uno. Nei miei ricordi sono una cosa sola. Non è facile immaginare il Milan senza Berlusconi. È un po’ come Ferguson al Manchester United e Wenger all’Arsenal. Tutti loro hanno scritto capitoli importanti e gloriosi delle rispettive società. La cessione del club? Nel calcio moderno bisogna ottenere subito risultati e avere successo. C’è molta fretta da parte di tutti, e non c’è pazienza. Non so perché Berlusconi volesse vendere la società, se lo ha fatto però evidentemente ne era convinto. Altri tedeschi con la maglia del Milan? A dire la verità non ne ricordo. I miei primi ricordi calcistici sono legati al Mondiale del 1998. Quelli relativi ai campionati esteri sono ovviamente successivi. So che hanno indossato quella maglia, e che con il Milan hanno anche vinto, ma non li ricordo in rossonero. Non posso invece dimenticare il Milan di Pirlo, Seedorf e Cafù: quella era una squadra pazzesca. Se al Milan avrei consigliato di acquistare me o Dahoud? Dahoud, senza ombra di dubbio. È fortissimo, è più giovane di me e io ultimamente mi sono infortunato un po' troppo spesso".