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Inciampa, caracolla, perde palloni apparentemente facili, corre con le braccia che sembrano due pendoli, ma quando arriva in area (accade raramente) ci sa fare. Kulusevski è ancora un “famolo strano del calcio”. Almeno da quando è alla Juventus.
Giocava meglio nelle giovanili dell’Atalanta, nel Parma? Sì, giocava meglio. Partiva, per lo più sulla destra, seminava centrocampisti, terzini e spesso dalla diagonale infilava di sinistro con un colpo di biliardo. Ogni tanto lo fa anche in bianconero. Ogni tanto. Sovente s’ingolfa a centrocampo, inciampa, si fa togliere la palla e per recuperarla commette fallo. Soprattutto, gioca sempre spalle alla porta come se avesse in uggia la progressione, il taglio, il triangolo da iniziare o da chiudere. Sta lì, guarda indietro e quando non fa passaggi harakiri verso la propria area, s’aggroviglia in maniera goffa perdendo il pallone.

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