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L​a via furbetta al No Pass: più 23% certificati di malattia.
Venerdì 15 ottobre 23% in più della media i certificati di malattia presentati sui luoghi di lavoro. Per l'esattezza più 24% nel settore privato e più 18% in quello pubblico. Dati Inps. Il certificato malattia, la via furbetta al No Pass.

Striscia-Ambra: non è fuggita, non ha gridato...
Striscia la Notizia, o meglio Antonio Ricci incarnato nel Tapiro, ha scritto lettera a ministro Bonetti ma in realtà indirizzata a tutti i cittadini/e italiani. Vi si legge che Ambra Angiolini, al momento della consegna del Tapiro da parte del "tapirofolo" Staffelli "non è fuggita...non ha chiesto di smettere...non ha dato segnali di fastidio". Dove ho già sentito parole e concetti simili? Dove capita di sentire il lei era consenziente?  Dove risuona il non è scappata, non ha gridato, non le dispiaceva? Inoltre la trinità Striscia-Ricci-Tapiro scrivente aggiunge ulteriore argomento a schivare, anzi a schifare, qualunque obiezione al suo operare e l'argomento è: l'abbiamo già fatto un sacco di volte. Come fonte di legittimità non c'è male, diciamo una forma di quella notissima del Marchese del Grillo. Ancora, il Tapiro scrivente ricorda la missione di Striscia: la satira contro l'ipocrisia. E, mentre si asperge di questa morale auto investitura, chiama "sepolcri imbiancati, prosseneti, finti moralisti, semplici ciarlatani" tutti quelli, soprattutto quelle, che avevano avuto la sfrontatezza di porre una domanda al Gran Sacerdote della satira uber alles. La domanda era: perché, ammesso che sia satira, quando una coppia scoppia il segno della fallita e perdente consegnato d'elezione all'indirizzo della donna? Il perché c'è, ed è d'istinto e cultura spontaneamente fusi insieme, il perché sta, perfino senza cosciente malizia, in quel non fuggiva, non gridava, in fondo ci stava. Nota a margine: Striscia-Ricci-Tapiro scrivono "prosseneta". Certi che gli scriventi conoscano appieno il significato dello scritto, chi è il ruffiano o la ruffiana cui fanno riferimento? E ruffiano/ruffiana di cosa e di chi?
Forza Nuova, se è violenza si arresta e non si scioglie.
Sciogliere Forza Nuova come simbolico gesto sarebbe inutile e chiederlo è...fuorviante. La proposta-richiesta è ancora lì, appesa ai fatti di piazza che verranno nei prossimi giorni e settimane e ai fatti che magistratura accerterà o meno. Sciogliere Forza Nuova, il governo può farlo, le nostre leggi consentono, anzi prevedono, lo scioglimento di organizzazioni politiche che pratichino la violenza come strumento e arma della loro azione politica. Ma ha un senso pratico, serve a qualcosa sciogliere qualcosa come Forza Nuova? Se se ne ha capacità e volontà, molto più utile e significativo arrestare e tenere in stato di detenzione chi organizza e guida e utilizza la violenza come arma politica, chi va armato ai cortei, chi lì si arma di bastoni, sbarre e bombe carta, chi li usa contro la polizia, chi assalta e devasta sedi "nemiche" e chi i "nemici" pesta organizzato in squadre di pestaggio, chi "ci prendiamo la città" e "andiamo a occupare il Parlamento". Se se ne ha la capacità e volontà di arrestare riguarda le Forze dell'Ordine. Se se ne ha la capacità e volontà di tenere in stato di detenzione riguarda la magistratura. Se poi alla magistratura dovessero mancare le leggi utili alla bisogna (ma non pare questo il caso) se le faccia dare dal Parlamento e dai governi. Se le Forze dell'Ordine fossero invece indotte ad una sorta di rassegnazione perché manca poi l'esito giudiziario delle loro eventuale fermezza in piazza, ci sono fior di reati che possono essere perseguiti anche non in flagranza. Se a mancare fossero in definitiva la volontà politica e la capacità organizzativa, la prima si può trovare nella Costituzione, la seconda nel vasto mare che intercorre tra arrestare uno proprio sul palco e neanche toccarlo per tutta la giornata.  Se invece si ritiene non valga la pena e costi troppo in termini di ordine pubblico arrestare e reprimere, allora almeno non si agiti il fantoccio dello scioglimento dell'organizzazione politica violenta. Sciogliere una sigla è, al meglio delle ipotesi possibili, uno scongiuro. Al peggio è una confessione, inconsapevole e inconsulta per di più, di non sapere o non voler fare quel che va fatto.

Lettori in calo: solo il 56% degli italiani...Il 56%, magari fosse.
Salone Libro Torino, rilevazioni dicono percentuale italiani lettori calata in un anno dal 59 al 56 per cento della popolazione. Diffusa doglianza per il calo. Fosse pieno di ogni lettura quel 56% di italiani che leggono... Già, che leggono? Quanto resta di quella percentuale se togliamo i testi scolastici, i manuali di cucina e giardinaggio, i manga e la miriade di similari rispettabili letture no studio- no letteratura-no scienza? La realtà, peraltro documentata e documentabile in ogni quotidiano aspetto della vita sociale, è che il 44 per cento di noi non legge mai nulla e quindi velocemente, dopo e anche durante il percorso scolastico, scivola e regredisce verso una condizione di analfabetismo, funzionale, sostanziale e anche formale. La grandissima parte del restante 56 per cento legge uno-due libri l'anno con motivazione principale distrarsi e rilassarsi. No, non siamo mai stati un popolo di lettori e sempre meno lo saremo: cala la percentuale di chi legge ma aumentano i ricavi da vendita di libri, vuol dire che chi legge legge sempre di più mentre i non lettori aumentano di numero, dunque una linea di faglia sociale che si allarga. Quelli che leggono meno del meno di tutti sono ragazze  e ragazzi della fascia d'età tra i 15 e i 18 anni. E si pubblicano seimila (!) titoli al mese, un'enormità che però è già il risultato di stretto setaccio applicato a quanto si scrive. Un popolo di scrittori...che non legge.