Più famoso da ex che in carriera. È un destino agrodolce quello toccato a Tiago Filipe dos Santos Pires nelle settimane a cavallo fra il 2018 e il 2019. Difensore portoghese classe 1987, promessa del fiorente vivaio dello Sporting Portugal, Tiago Pires ha chiuso l'attività da professionista nell'estate del 2015. A soli 28 anni. L'ultimo club a tesserarlo è stato il Vallemaggia, società dilettantistica del Canton Ticino che milita in sesta divisione. Lì Tiago ha giocato la stagione 2014-15. Poi ha mollato perché, racconta, negli ultimi anni di carriera stentava a riscuotere lo stipendio ovunque andasse. È stata la moglie a richiamarlo alla realtà ponendogli l'ultimatum: o il calcio o la famiglia. Dall'indomani Tiago ha cercato lavoro. “Un lavoro normale”, come continuano a chiamarlo i calciatori di mestiere quando guardano il mondo fuori dalla bolla. Ha dovuto reinventarsi. Prima addetto presso un punto vendita dei supermercati Continente, poi installatore di condizionatori d'aria. Attualmente lavora presso un negozio Lidl, dove si divide fra lo stoccaggio dell'ortofrutta e il servizio cassa. Tutte le mattine esce di casa alle 6.30, e a chi lo intervista confessa che non è stato facile adattarsi a un lavoro da circa 500 euro mensili. Ammette di non essersi del tutto rassegnato a rimanere fuori dal calcio. Tiago continua infatti a allenarsi con la Banheirense, club di Baixa da Banheiras (distretto di Setúbal), anche se non gioca perché non tesserato. Nel frattempo ha messo su 15 chili, e non dispera di poter frequentare il corso per allenatori. Che però è troppo costoso per le sue possibilità. Ma a risolvere questo problema ha provveduto la produzione di “Você na TV!”, uno degli show televisivi che di recente hanno ospitato la storia di Tiago: nei giorni scorsi i responsabili del programma hanno annunciato che copriranno i costi del corso.

DALLA NAZIONALE AL DISASTRO GENOA – Quando racconta la propria carriera Tiago Pires non manca di citare quel giorno del 2004 in cui, all'età di 17 anni, viene chiamato a fare numero in un partita di allenamento della nazionale portoghese guidata da Felipe Scolari, La seleçao è in ritiro a Alcochete, l'accademia dello Sporting, e sta preparando i Campionati Europei disputati in casa. Il diciassettenne Tiago viene mandato in campo a giocare coi calciatori che in quel momento sono gli eroi di una nazione, e gli pare che non ci siano limiti al sogno di diventare calciatore professionista. Invece due anni dopo comincia l'incubo. È l'estate del 2006 e lo Sporting tarda a proporgli il contratto da professionista. L'agente di Tiago, che l'ex calciatore evita di nominare nelle interviste, gli propone quello che pare il colpo della vita: trasferirsi nel ricco calcio italiano, anche se c'è da partire dalla Serie B. Come dire di no? Tiago Pires si accorda col Genoa e firma un  contratto quadriennale. Sembra il primo passo verso una grande carriera, e invece il momento magico finisce lì. L'allenatore rossoblu di allora è Giampiero Gasperini, che proprio non lo vede. E perciò la prima stagione sotto contratto col Genoa si chiude con un bilancio di 0 presenze e soltanto 4 panchine in B. Sicché dalla stagione successiva comincia la serie dei prestiti. L'ultimo della serie lo vede confinato in C1 al Potenza, nelle file di una squadra che a fine stagione 2008-09 retrocede in C2. Riguardo a quel passaggio di carriera in Basilicata, Tiago racconta un particolare imbarazzante. Tra i fogli del contratto che lo lega al club lucano vengono inseriti anche quelli della rescissione col Genoa. Lui firma tutto. Tale versione dei fatti è affermata nell'intervista rilasciata a Maisfeutebol citata poco sopra, e il dettaglio viene ribadito in un successivo articolo che gli viene dedicato dal sito Bancada. Riportiamo l'episodio, così come citiamo il fatto che Tiago continui a far riferimento al suo agente ma senza nominarlo. Il portoghese, ormai ventiduenne, giunge in Lucania a gennaio 2009 dopo aver trascorso la prima metà della stagione in prestito al Gloria Buzau, club rumeno che affronta il primo campionato di Serie A della propria storia. Ma, dei tre trasferimenti in prestito che il Genoa fa compiere al portoghese, quello più interessante è il primo. Avviene durante l'estate del 2007 e il club di destinazione è il Lugano, che milita in Challenge League, la Serie B svizzera. Ma la vera peculiarità del club ticinese è un'altra. Pochi mesi prima, gennaio 2007, la società bianconera viene rilevata da Enrico Preziosi, che da quattro anni è anche proprietario del Genoa. Poi nel 2008 Preziosi passerà una quota del 80% del Lugano FC a una holding nella quale non compare, e a alla cui guida viene piazzato Gianbattista Pastorello. Che al momento di assumere l'incarico è suo vicepresidente al Genoa.

Tornando a Tiago Pires, nemmeno in Ticino le cose vanno bene per lui. La scheda su Wikipedia gli attribuisce 4 partite e 1 gol. La scheda di Transfermarkt non registra dati su quell'annata a Lugano. Ma nonostante che le cifre del suo passaggio in Svizzera siano così povere, il difensore portoghese frutta al club ticinese un premio di valorizzazione. Come si legge nel documento di bilancio del Genoa Cricket and Football Club Spa al 30 giugno 2008, le 4 partite giocate da Tiago Pires consentono al Lugano di mettere in cassa 125 mila euro. E quello pagato per il portoghese non è il solo premio di valorizzazione versato dal Genoa al Lugano. Come si legge nella tabella che riproduciamo qui sotto, i premi per l'utilizzo di calciatori in prestito che vengono versati per quella stagione sono altri tre, tutti per la medesima cifra: 125 mila euro.



I calciatori che il Lugano valorizza unitamente a Tiago Pires sono Diogo Tavares, Alessandro Di Maio e Rivaldo Gonzales. Tutti classe 1987 come Tiago, tutti spediti a Lugano nell'estate del 2007. Diogo Tavares è un attaccante che con Tiago Pires ha in comune la provenienza dalle giovanili dello Sporting CP. Ma a differenza di Tiago, giunto al Genoa da svincolato, per Diogo il Genoa spende 420 mila euro di acquisizione. La cifra si ricava dal prospetto dei diritti pluriennali alle prestazioni di calciatori allegato al bilancio chiuso il 31 dicembre 2008. E riguardo a quest'ultima data di chiusura del bilancio, che apparentemente entra in conflitto con quella del 30 giugno 2008 che abbiamo menzionato sopra, non vi è errore di trascrizione. Perché nell'anno 2008 il Genoa entra in regime di consolidato fiscale, e perciò allinea la chiusura del bilancio annuale a quella della società capofila, la Fingiochi. Ciò che, in via straordinaria, porta il Genoa Cricket and Football Club a presentare due documenti di bilancio in un anno.

 

Diogo Tavares gioca 20 partite con la maglia del Lugano e segna 7 gol. E dopo la stagione nella Serie B svizzera inizia un tour di carriera che lo porta a toccare diverse piazze in Italia e Portogallo. L'ultima squadra italiana in cui milita è la Sicula Leonzio, Serie C, dove il portoghese gioca la prima metà della stagione 2017-18 per poi svincolarsi. Adesso milita nell'Amora, terza divisione portoghese.

Quanto a Alessandro Di Maio, è un difensore nato a Palermo. Rimane a Lugano soltanto per la prima metà della stagione, poi a gennaio 2008 viene rimandato indietro al Genoa che immediatamente lo gira al Valenzana Mado. Al pari di Diogo Tavares passa da un club all'altro e adesso milita nella Pro Sesto, Serie D.

Infine c'è Rivaldo González. Paraguayano, trequartista, arriva al Genoa dal Venezia a gennaio 2006. Ma il foglio relativo ai diritti economici, lo stesso da cui è riportata l'immagine di poco sopra coi dati su Diogo Tavares, riferisce che il Genoa ne abbia pagato l'acquisizione al club di origine. Che è il Nacional San José. Nella tabella è riportato anche il costo pagato dal Genoa per acquisire i diritti del paraguayano: 224.047 euro. Al pari di Di Maio, Rivaldo González gioca soltanto la prima metà della stagione 2007-08 al Lugano, poi torna al Genoa e viene mandato in prestito al Potenza. Lo stesso club dove un anno dopo verrà spedito Tiago Pires. La sua carriera passerà poi da club come Spal, Gubbio e Bari per chiudersi in Sud America nell'estate del 2016.

Dunque, 4 calciatori che nell'estate del 2007 si spostano dall'Italia alla Svizzera. Per i quali il Genoa paga 125 mila euro cadauno a titolo di premio di valorizzazione. Fanno 500 mila euro, che al pari dei quattro calciatori viaggiano da Italia a Svizzera. Ma quello del quartetto che si muove dal Genoa al Lugano nell'estate del 2007 non è il solo caso di premi di valorizzazione pagati dal club rossoblu a quello ticinese. Ce ne sono altri. Per esempio, troviamo il francese Steve Pinau. Attaccante classe 1988, cresce nelle giovanili del Monaco che però lo lascia svincolare. Lo ingaggia immediatamente il Genoa nell'estate del 2008. Per farlo giocare? No, quello mai. Nella prima stagione, la 2008-09, Pinau viene parcheggiato presso gli scozzesi dell'Hibernian, e l'anno dopo eccolo al Lugano. Arriva nell'estate del 2009, gioca soltanto 4 partite di Challenge League e a gennaio 2010 viene rimandato al Genoa che lo presta subito ai francesi dell'Arles. L'ultima notizia che lo riguardi, fra quelle reperibili sul web, risale a febbraio dell'anno scorso e lo dà in forza ai francesi del Mandelieu. Che è una squadra di futsal. La tabella pubblicata qui sotto, ripresa dal bilancio genoano chiuso il 31 dicembre 2010, riferisce che per la valorizzazione di Pinau il Genoa ha pagato 100 mila euro al Lugano.

Nella tabella sono presenti altri due nomi di calciatori associati al Lugano e a premi di valorizzazione: Carlo Polli (10 mila euro di valorizzazione pagati al Locarno) e Michael Perrier (50 mila euro). Ma per parlare di Polli e Perrier bisogna spostare leggermente l'asse del discorso. Perché i casi analizzati fin qui – quelli del quartetto mandato in Ticino nell'estate del 2007 e di Pinau – riguardano calciatori prestati dal Genoa al Lugano, ciò che ha portato al pagamento di premi di valorizzazione per 600 mila euro. Invece con Polli e Perrier si apre il dossier dei calciatori che il Genoa acquisisce dal Lugano. Con notevole incremento del flusso finanziario, in questa bilancia dei pagamenti fra Italia e Svizzera che pende su un solo lato. Perché la somma dei valori relativi ai calciatori di cui si è parlato in questa puntata si ferma a 600 mila euro. Ma aggiungendo i valori impegnati per i calciatori di cui si parlerà nella prossima puntata, a partire dal mitico Ze Eduardo, il totale schizza oltre i 13 milioni di euro.
(1. continua)
@pippoevai