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Ogni tanto sembra che l’equivoco si dipani. L’equivoco è quello del centrocampo juventino. Ma si ha la sensazione di una consapevolezza intermittente. Bastano 2 goal mancati di Ramsey per far dire “s’è mosso bene, è in ripresa” o due sgroppate di Rabiot per avere di colpo la rivelazione di trovarsi davanti a “un bel potenziale”.

Trattasi d’ illusione, ormai possiamo dirlo. Forse per questo la società, fino a ieri, era tutta protesa alla ricerca così pressante di un secondo centravanti da rendere Scamacca una specie di sogno proibito. Certo, visti gli infortuni, il Covid o altri virus, avrebbe fatto comodo una’ altra punta centrale, ma la priorità è questa? L’attacco è il vero nodo nevralgico? Un Morata in buona saluta ricopre quel ruolo più che bene. Non è in avanti, quindi, che ci sarebbe un’immediata necessità d’intervento, ma a centrocampo. Così un giorno sì, un giorno no, si sfoglia la margherita dei desideri: Locatelli, Jorginho, Aouar…

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