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Un paio di gol annullati nel primo tempo della disgraziata partita contro l’Arabia, in ombra nello scontro pur vittorioso contro il Messico. Per la gara decisiva contro la Polonia, Lionel Scaloni ha deciso di affidarsi all’attaccante del Manchester City Julian Alvarez accanto a Messi, lasciando in panchina Lautaro Martinez che ha fatto compagnia a Dybala tra le riserve per quasi tutto l’incontro.
 
SALISCENDI CON L’INTER – Simone Inzaghi non rinuncia quasi mai al suo numero 10, che anche quando non segna, come a Bergamo nell’ultima uscita di campionato, riesce a risultare decisivo con assist o movimenti ad hoc per il compagno di reparto (spesso e volentieri Dzeko e non Lukaku come nei piani iniziali). Nonostante un filotto di partite notevole senza segnare, ben otto, la crisi non è stata profonda come nelle prime uscite del 2022.  
 
RIMANDATO DA 9 – Non ha quel numero sulle spalle, ma a lui Scaloni chiede di fare da 9, cosa che all’Inter viene fatta solitamente da chi gli sta accanto. In nerazzurro ha il 10, ma in Nazionale c’è il 10 più forte del pianeta, pronto a dialogare con un bomber che contro i polacchi è stato Alvarez (lui sì, con la 9 sulle spalle), l’unico altro centravanti portato in Qatar, che non ha sprecato l’occasione e ha firmato il 2-0 in bellissimo stile sul suggerimento di Fernandez. Quello che non ha fatto Lautaro al momento di segnare il potenziale 3-0: conclusione ciabattata con il destro davanti al portiere, da posizione leggermente defilata sulla destra.
 
SOLO LE BRICIOLE - Lautaro è rimasto a sedere fino agli ultimi 10 minuti più recupero. Una bocciatura, non pesante dato il livello della concorrenza ma comunque una bocciatura, che lascia qualche dubbio sul suo impiego negli ottavi contro la sorprendente Australia. Vedremo il Toro tentare di incornare i canguri, oppure sarà ancora il Ragno (El Arana, soprannome di Alvarez) a tessere la sua tela anche quando non si può sbagliare?