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Che Lazio-Torino si giocherà, lo sanno pure gli stolti. Il precedente di Juve-Napoli cancella ogni dubbio: se anche arrivasse il 3-0 del giudice sportivo - ma probabilmente non ci sarà neppure quello - il Collegio di garanzia del Coni in ultimo grado non potrebbe fare altro che replicare la decisione già assunta nel caso della contrastatissima gara tra bianconeri e azzurri. Per questo il rinvio appariva l’unica scelta possibile, non a caso ventilata dal presidente della Lega, Dal Pino, e auspicata in modo chiaro da quello della Federcalcio, Gravina.

Invece la stessa Lega cosa ha deciso? Niente rinvio, Lazio-Torino rimane in programma. Così abbiamo assistito a un’altra assurda sceneggiata come quella di Juve-Napoli, con i bianconeri in attesa di avversari che tutti sapevano non sarebbero mai arrivati. Ma se quello era il primo caso del genere, e dunque arrivare allo scontro sulla questione-Asl appariva quasi inevitabile, stavolta non c’era motivo di ripetere la medesima pantomima. La strada era tracciata: rinvio al 7 aprile, quando la Lazio sarà già fuori dalla Champions, senza dover ricorrere a posticipi a lunga scadenza che rischiano di falsare il campionato.

A decidere per il “non rinvio” sono stati i presidenti di Serie A, in nome di non si sa quale coerenza. Una follia totale, anche perché in questo modo si rischia davvero di creare un caos senza senso. Immaginate cosa succederebbe se Lazio-Torino dovesse seguire l’iter di ricorsi e giudizi di Juve-Napoli: la gara tra biancocelesti e granata si giocherebbe a campionato finito, o quasi. E in quel caso sì che tutto diventerebbe irregolare, condizionando la lotta per le coppe e quella per la salvezza.
In tutto questo bailamme, una cosa possiamo dirla senza esitazioni: i presidenti di Serie A non ci hanno deluso né sorpreso. Ormai sappiamo bene chi sono.

@steagresti