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Si è fermato il Napoli, non l’Atalanta, arrivata alla settima vittoria consecutiva in campionato (record nella sua storia), nona se si considerano tutte le competizioni. Il quarto posto con la zona-Champions è chiuso nel caveau di Bergamo, ora il Napoli è a -15 e la Roma, prima di affrontare l’Udinese, a -12. La squadra di Gattuso ha fatto una buona partita, ma quando l’Atalanta ha alzato il ritmo, giocando al suo ritmo, ha ceduto. A Gasperini sono bastati 10 minuti a inzio ripresa per vincere. E non è un caso, non può esserlo: Gasp ha scoperto il segreto del calcio post-virus. Si può giocare al massimo solo un tempo, due è impossibile. Quindi, bisogna controllare e gestire meglio possibile i primi 45' e poi ci scateniamo nella ripresa. Era andata così con la Lazio, è andata così col Napoli. 

BEL GIOCO NAPOLETANO - Nel primo tempo, l’organizzazione di Gattuso ha tolto i riferimenti a Gasperini, tagliato i rifornimenti a Zapata, bloccati gli esterni, soprattutto Gosens. Ai nerazzurri mancava la base del loro gioco, il ritmo e l’intensità. La notizia alla fine del primo tempo era però nel punteggio: le due squadre che arrivavano dalle strisce più lunghe di successi (6 l’Atalanta, 5 il Napoli) erano ferme sullo 0-0. Era piaciuto di più il Napoli, più disinvolto nelle uscite da dietro, più preciso nel palleggio, bello a vedersi, ma sul piano concreto anche la squadra di Gattuso aveva concluso poco. Un colpo di testa di Koulibaly troppo alto e un altro di Politano, dopo un’azione molto bella, anche questo fuori misura. Gollini, tanto per rendere l’idea, si era visto solo per un intervento di testa fuori area.

FUORI MEZZO NAPOLI - Gattuso ne aveva sostituiti cinque rispetto alla partita con la Spal, Ospina per Meret, Di Lorenzo per Hysaj, Demme e Zielinski a metà campo per Lobotka ed Elmas, in attacco Politano per Callejon. Quest’ultimo cambio aveva uno scopo preciso, tenere più indietro possibile Gosens, considerato uno dei veri pericoli dell’Atalanta: idea ben realizzata, nel primo tempo, sull’asse Di Lorenzo-Politano. Gasperini si era invece limitato a due cambi, con De Roon al posto dello squalificato Malinovskyi e appunto Gosens per Hateboer. Aveva impostato, almeno all'inizio, una squadra che Sarri avrebbe definito “asimmetrica”, con Pasalic centrale per controllare Demme, con Gomez larghissimo a destra e con Zapata leggermente spostato sul centrosinistra per sfruttare la sua maggiore velocità rispetto al difensore centrale di destra del Napoli, ovvero Maksimovic. La conclusione più pericolosa dell’Atalanta dei primi 45' è stata di Gomez da fuori area con deviazione in angolo di Ospina. Nient’altro.

IL BRUTTO INFORTUNIO A OSPINA - Il primo cambio del Napoli è arrivato dopo 30' ed è stato un cambio che Gattuso (ma di sicuro nemmeno chi è subentrato) avrebbe voluto fare: dopo uno scontro con Mario Rui e Caldara è rimasto a terra Ospina, colpito in testa, con un taglio sulla fronte. I giocatori, più gli atalantini dei napoletani, si sono impauriti e hanno richiamato a gran voce lo staff sanitario. Il colombiano è rimasto a terra qualche minuto ed è uscito in barella con la testa fasciata, ma per fortuna senza conseguenze se non la sostituzione. E’ entrato Meret. 
LA VERA ATALANTA - Sono bastati due minuti per capire che nel secondo tempo era rientrata in campo l’Atalanta, quella vera. Aveva il sangue agli occhi, ha aggredito subito il Napoli, raddoppiando e triplicando la marcatura del possessore di palla. Così Fabian Ruiz l’ha persa in uscita, poco oltre la sua area. Gliel’ha strappata Freuler e da lì il solito lampo inceneritore: Castagne, Gomez, cross da destra, colpo di testa di Pasalic libero in area piccola e Atalanta in vantaggio. Su Pasalic è mancata la marcatura di Demme.

TOLOI RIFINITORE... - Come se non fosse successo niente, l’Atalanta è ripartita subito. L’attacco di Toloi, uno dei tre difensori, è stato micidiale: sfruttando l’intesa con Castagne, ha preso in mezzo Mario Rui e l’ha saltato, poi è stato anche fortunato perché sbagliando il tiro in area l’ha trasformato in un assist per Gosens, anche lui libero: diagonale sul secondo palo, due a zero al 10' del secondo tempo. Per avere un’idea del calcio di Gasperini basta leggere i nomi dei tre protagonisti dell’azione: Toloi, difensore puro, Castagne, esterno, Gosens, esterno.

FINALE NAPOLETANO - Gattuso ha cambiato l’attacco, con Lozano e Milik per Insigne e Mertens e la sua squadra ha avuto la forza di non uscire dalla partita, tutt’altro. Le sostituzioni, compresa quella di Lobotka per Demme, hanno fatto aumentare i giri della squadra e spinto indietro l’Atalanta che a un certo punto si è difesa con tutti i suoi uomini, perfino con Zapata. Curiosamente Gasperini ha cambiato la difesa anziché il centrocampo a cui quel fenomeno di Gomez stava dando una mano nel ruolo di regista puro. Sono entrati Palomino per Caldara e Hateboer (schierato proprio in difesa) per Djimsiti. Il Napoli ha costruito qualche buona occasione per segnare, la migliore con un sinistro di Fabian Ruiz dopo un colpo di tacco-assist di Zielinski uscito di poco. Gasperini, che ha festeggiato la 400esima panchina in Serie A spiccando il volo verso un’altra Champions, ha fatto debuttare in A il ventenne croato Sutalo, anche lui difensore, entrato per Toloi, appena ammonito. Così tutta la difesa titolare, pur imbattuta, è rientrata in panchina. 

IL TABELLINO: 
Atalanta-Napoli 2-0 (primo tempo 0-0) 
Marcatori: 2' s.t. Pasalic (A), 10' s.t. Gosens (A) 
Assist: 2' s.t. Gomez (A), 10' s.t. Toloi (A) 
Atalanta (3-4-1-2): Gollini, Toloi (44' s.t. Sutalo), Caldara (28' s.t. Palomino), Djimsiti (36' s.t. Hateboer), Castagne, de Roon, Freuler, Gosens, Pasalic (43' s.t. Tameze), Gomez (43' s.t. Muriel), Zapata. All. Gasperini. 
Napoli (4-3-3): Ospina (30' p.t. Meret), Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Ruiz, Demme (28' s.t. Lobotka), Zielinski, Politano (28' s.t. Callejon), Mertens (12' s.t. Milik), Insigne (13' s.t. Lozano). All. Gattuso. 
Arbitro: Daniele Doveri (Roma). 
Ammoniti: 23' s.t. Mario Rui (N), 43' s.t. Toloi (A).