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Ancora fuochi d’artificio a Bergamo. Era Coppa Italia, ma l’Atalanta l’ha giocata come fosse Champions League. Delle grandi, è stata l’unica in questi primi ottavi di finale a mantenersi sui fantastici livelli di questo periodo. Ha segnato solo tre gol al Cagliari per le strepitose parate di Guglielmo Vicario, il vice di Cragno, ma la sua produzione offensiva è stata di una quantità e di una qualità incredibile grazie soprattutto a Luis Muriel: un gol, un assist su azione e un altro assist dalla bandierina del calcio d’angolo. Partita mostruosa del colombiano, sorretto da una squadra che sta attraversando un fantastico periodo di forma. Il Cagliari è stato spazzato via. E’ una squadra in crisi, in campionato ha perso le ultime 4 gare, ma la sua opposizione è stata davvero inconsistente. Ha permesso all’Atalanta di dominare in lungo e in largo (27 tiri per la squadra di Gasperini) lasciando una pessima immagine di se stessa. Senza idee, senza orgoglio, senza forza, proprio male.

SOLO ATALANTA - Già nel primo tempo non c’è stata partita e se è finito soltanto 1-0 per l’Atalanta è stato, come detto, per merito del portiere Vicario, e per un pizzico di imprecisione dei nerazzurri nell’area dei sardi. Al 45', l’Atalanta era arrivata per 15 volte (a due) alla conclusione, aveva fatto 274 passaggi giusti a 112, tenuto palla per il 63 per cento del tempo e costretto Vicario a 9 parate, di cui almeno tre decisive, le altre tutte impegnative. Dominio assoluto della squadra di Gasperini anche se in campo non c’erano tutte le prime firme, anzi: Ilicic, De Roon e Zapata, tanto per dire, erano in panchina. Ma c’erano comunque Muriel e Miranchuk e soprattutto c’era la stessa Atalanta, come idee, dinamismo e voglia di giocare, di questo periodo fenomenale. Probabilmente oggi anche la squadra Allievi, se messa in campo da Gasperini, farebbe la sua bella figura. Va detto che pure Di Francesco aveva rinunciato a elementi di spessore come Joao Pedro e Nainggolan, ma le assenze non potevano giustificare la totale impotenza dei sardi di fronte all’onda alta dell’Atalanta.

LE 3 “M” - Attacco nerazzurro scatenato. Muriel, Malinovskyi e Miranchuk, un bravo a chi sa dirci chi fosse la punta più avanzata. Il movimento continuo del trio delle “M” ha mandato in confusione la difesa del Cagliari che non aveva riferimenti. Muriel su tutti: dalla trequarti in su ha inventato un calcio di un livello irraggiungibile per i suoi avversari e non a caso è stato uno dei suoi innumerevoli spunti a mandare Miranchuk in gol con una girata di sinistro. Sul conto di Muriel abbiamo registrato il primo (e unico nel primo tempo) passaggio sbagliato al 40', ma tre minuti dopo ha piazzato l’assist per il suo compagno russo, che con quella rete ha stabilito un record molto particolare: gol al debutto in Champions contro il Midtjylland, gol al debutto in Serie A contro l’Inter, gol al debutto in Coppa Italia contro il Cagliari, alla sua prima partita da titolare nella nuova squadra. Rete a parte, la gara dell’ex della Lokomotiv Mosca è stata convincente. E’ andato bene anche l’altro esordiente come titolare (esterno a destra) il danese Mahele, pur senza raggiungere il livello del russo.

LA DIFFICOLTA’ DEL CAGLIARI - Un solo tiro in porta per i sardi nei primi 45', con una punizione centrale di Caligara da 25 metri parata facilmente da Sportiello. Il Cagliari aveva grossi problemi a uscire palla al piede dalla sua metà campo, l’Atalanta aggrediva e recuperava palla in un amen. Nemmeno Nandez, squalificato in campionato e indicato per questa partita come l’uomo-squadra, riusciva a sospingere i sardi in attacco. Sottil e Tramoni, gli esterni, non erano in grado di entrare in partita, spenti dal dinamismo di Gosens e Mahele. Così Pavoletti era costretto a rientrare di continuo per toccare palla: se l’avesse aspettata in attacco, non l’avrebbe mai vista.

L’ASSIST DI VICARIO - E’ entrato De Roon al posto di Pessina e la ripresa è iniziata come era finito il primo tempo, con l’Atalanta che spadroneggiava. Traversa (parte alta) su punizione di Muriel, altra parata decisiva di Vicario sempre su Muriel e a quel punto, visto che era davvero l’unico cagliaritano a giocare la partita il portiere si è occupato anche dell’assist: lancio pennellato per Sottil, troppo libero sulla linea di metà campo, l’ex viola è partito come una scheggia sulla sinistra, Sutalo non ha retto lo scatto e l’ha lasciato andare, quando Sottil è entrato in area ha cambiato piede e ha segnato un gran gol col destro in diagonale sul secondo palo.

SEMPRE MURIEL - L’Atalanta non si è nemmeno scossa, ha ripreso a giocare il suo calcio a cento all’ora e nel giro di 5 minuti Muriel l’ha riportata in vantaggio sfruttando un assist in area di Gosens: Vicario non poteva farci niente. Così come solo un miracolo poteva evitare il terzo gol bergamasco segnato con un tocco di interno destro di Sutalo (libero in area piccola...) su angolo di Muriel. Sutalo, che aveva preso una serie di rimbrotti da Gasperini per il gol di Sottil, ha trovato il modo di farsi perdonare.

CAMBI DI QUALITA’ - A metà ripresa sono entrati i big. Joao Pedro, con Cerri, nel Cagliari, Ilicic e Hateboer nell’Atalanta. Che sul 3-1 ha rallentato e ancora Sottil è stato pericoloso centrando la traversa. L’ultimo tentativo, per chiudere come aveva iniziato, è stato dall’Atalanta con una labbrata di Malinovskyi a cui Vicario ha risposto con un altro grande intervento. Ai quarti i nerazzurri incontreranno Lazio o Parma.

IL TABELLINO:

Atalanta-Cagliari 3-1 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 44' p.t. Miranchuk (A), 10' s.t. Sottil (C), 16' Muriel (A), 19' s.t. Sutalo (A)

Assist: 44' p.t. Muriel (A), 10' s.t. Vicario (C), 16' s.t. Gosens (A), 19' s.t. Muriel (A)

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello, Šutalo, Romero, Djimsiti, Mæhle, Pessina (1' s.t. de Roon), Freuler (30' s.t. Depaoli), Gosens (24' s.t. Hateboer), Malinovskyi, Miranchuk (24' s.t. Ilicic), Muriel (43' s.t. Palomino). All. Gasperini

Cagliari (4-3-2-1): Vicario, Zappa, Walukiewicz, Ceppitelli, Tripaldelli (38' s.t. Lykogiannis), Nandez, Marin, Caligara (11' s.t. Joao Pedro), Sottil (38' s.t. Ounas), Tramoni (29' s.t. Pereiro), Pavoletti (11' s.t. Cerri). All. Di Francesco.

Arbitro: Federico Dionisi di L'Aquila.

Ammoniti: 35' s.t. Ilicic (A)