Per uno come lui, anche Gianni Agnelli si sarebbe spellato le mani a furia di applaudire. Nella sera in cui lo Juventus Stadium e il popolo bianconero tutto celebrava l'Avvocato tredici anni dopo la sua morte, ancora una volta è stato Paulo Dybala a caricarsi la Juve sulle spalle decidendo con un'altra magia anche la partita contro la Roma. E chissà quale grande pittore avrebbe scomodato per esaltare l'arte calcistica del numero ventuno, che pennellata dopo pennellata è ormai un fattore impresicindibile per una Juve come quella attuale che vede la firma di Paulo Dybala in calce alla metà delle reti segnate in questa stagione. Una galleria d'arte intera, da difendere e su cui costruire la Juve di oggi, soprattutto la Juve di domani. “Non si vende Pogba” è stato il tormentone che da anni la curva Sud intona da febbraio in poi. “Non si vende Dybala” non deve nemmeno essere sussurrato dai tifosi per capire come debba essere l'assunto fondamentale in sede di mercato e programmazione: quei 40 milioni circa spesi per strapparlo al Palermo sembrano già spiccioli, dare un nuovo prezzo rischia di trasformarsi in un esercizio di stile tentatore che non deve passare per la testa di Andrea Agnelli e Marotta. La mancata cessione di Pogba è stato fin qui il miglior acquisto, forse anche il più costoso: un investimento che ora va raddoppiato con forza.

 

IL RUMORINOPogba e Dybala, intanto, hanno regalato in tandem anche l'undicesima vittoria consecutiva alla Juve. Un successo tutt'altro che scontato che ha sottolineato per l'ennesima volta come la calma sia la virtù principale di questa forte Juve, sempre più consapevole dei propri mezzi e lucida anche nei momenti di difficoltà. Avere due potenziali fuoriclasse non capita per caso, è un merito senza ombra di dubbio. Ma è altrettanto vero che senza quel lampo targato Pogba-Dybala, forse la Juve non sarebbe più riuscita a sbloccare una gara diventata oltremodo complicata nonostante una partenza promettente ed arrembante. La Roma provinciale di questa sera era riuscita in ogni caso bloccare tutte le trame di gioco bianconere, una partita come questa deve necessariamente essere letta da tutti in casa Juve con grande attenzione. Dire che debba suonare come un campanello d'allarme forse è eccessivo, negare come in questo momento Allegri non abbia potuto (e voluto) cambiare volto ad una Juve bloccata sarebbe un peccato di presunzione gravissimo: aspettando Pereyra, i primi 77 minuti di Juve-Roma hanno dimostrato come qualcosa manchi ancora. Tutti d'accordo nel ritenere che debba essere un'alternativa non solo tattica ma anche al livello dei titolari e titolarissimi bianconeri: rimane il fatto che manca. A una settimana dalla chiusura del mercato invernale, un po' di tempo per intervenire c'è ancora. Per fare in modo che poi a maggio non ci si debba ritrovare ad aver sottovalutato il rumorino in un ingranaggio che sembra quasi perfetto.




@NicolaBalice