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Decisivi, ma al contrario. La lotta scudetto scopre l'effetto portieri, protagonisti di errori clamorosi che hanno condizionato le rispettive squadre. Milan, Inter e Napoli sono in lotta, uno dietro l'altro, vicini. Ogni punto fa la differenza, ogni gol cambia tutto, ogni parata può essere decisiva. E se non arriva sono guai seri. Prima Maignan, poi Handanovic, infine Ospina: da punti di forza a sciagure.

MAIGNAN - Ha iniziato Mike Maignan, una delle certezze del Milan di Pioli. Sempre sicuro, bravo con i piedi, assistman all'occorrenza, gatto tra i pali. Eppure a Salerno, contro la disastrata Salernitana del neo tecnico Nicola, il portiere francese ha combinato due frittate: sul gol di Bonazzoli esce completamente a vuoto, sbagliando i tempi e lasciando la porta libera all'attaccante granata. Nella ripresa, come in tilt, quasi replica facendosi rubare un pallone ancora da Bonazzoli, che però spreca tentando una rabona.
HANDANOVIC - Poi Handanovic, non nuovo ad errori in questa stagione. Il tiro con cui Raspadori porta in vantaggio il Sassuolo, il gol che di fatto indirizza la partita poi persa dall'Inter, è parabile. Invece Samir si accartoccia su se stesso e il pallone gli passa sotto le gambe. Poi non può nulla sul colpo di testa di Scamacca, ma intanto la squadra di Inzaghi era già sotto.

OSPINA - Infine Ospina, nella serata balbettante del Napoli a Cagliari. Serviva una vittoria per affiancare il Milan in vetta alla classifica, ma è arrivata una prestazione deludente. Eppure l'unico gol del Cagliari, che invero ha avuto altre chances, se lo è praticamente fatto da solo il portiere colombiano. Che giudica male un innocuo cross dalla destra di Pereiro: il pallone rimbalza per terra e viscido lo supera. 1-0 Cagliari e Napoli ad inseguire, salvato solo da Osimhen. E intanto salta l'aggancio al primo posto. Lo scudetto deciso dai portieri, protagonisti al contrario.