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Nessun dubbio, Roberto Gagliardini non era il centrocampista ideale per l'Inter che Luciano Spalletti aveva in mente quest'estate quando si è seduto sulla panchina nerazzurra. Non lo era e probabilmente non lo è tutt'ora dato che a gennaio il duo composto da Piero Ausilio e Walter Sabatini sta provando a portare a Milano un centrocampista di rottura come il brasiliano Ramires. Eppure la situazione di emergenza sta facendo emergere un Gagliardini differente, forse costretto a giocare per mancanza di alternative, ma sicuramente sempre più positivo e in crescita di partita in partita.

BARRIERA DAVANTI ALLA DIFESA - Contro il Napoli e in parte anche nel derby contro il Milan, Gagliardini si è dimostrato un centrocampista unico in rosa capace di metterci il fisico, di duplicarsi negli sforzi a supporto della difesa e, soprattutto fondamentale nell'interrompere le letali trame di gioco della formazione di Sarri. 75% di contrasti vinti, 7 su 11 duelli uno contro uno portati a cas con 2 intercetti e 3 recuperi effettuati. Davanti alla difesa è stato letteralmente onnipresente come dimostra la heatmap postata dalla Gazzetta dello Sport e sebbene sia stato a volte impreciso in fase di impostazine con 58 palloni toccati ha portato a casa comunque l'84% di passaggi riusciti.

SPALLETTI NON PUO' FARNE A MENO - In questa tipologia di gare, in cui l'Inter deve abbinare comunque un'ottima fase difensiva alla proposta di gioco verso le punte, un centrocampista con le caratteristiche di Gagliardini è non solo importante, ma imprescindibile. E ora Spalletti (che in estate ha provato in ogni modo a trattenere Kondogbia) non può più farne a meno, con buona pace di chi lo vuole comunque sul mercato o partente. Se è vero che nei momenti difficili si vedono le vere qualità dei giocatori a disposizione Gagliardini ha sicuramente saputo sfruttare al meglio la sua occasione. Basterà? Fino a gennaio sicuramente sì.