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Il male bussò a tradimento il 23 agosto 1985. Dolori atroci agli arti superiori. ‘Un reumatismo', constatò il medico. Poi comparvero i puntini rossi in faccia, le gengive iniziarono a sanguinare, Bruno Beatrice smise di avere fame. Era piena estate, ma i brividi di freddo lo facevano sussultare. 'Leucemia linfoblastica acuta', fu il responso di un luminare. Bruno Beatrice, polmone della Fiorentina degli anni Settanta, se ne andò due anni dopo. Aveva 39 anni, due figli piccoli. Nella primavera del '76 - si ricordò tempo dopo la moglie - gli avevano fatto curare la pubalgia con un bombardamento di raggi X: a cadenza quasi quotidiana, per tre mesi. E Beatrice, pur di tornare in campo per la fase finale di Coppa Italia, aveva obbedito.

Forte di una perizia di due consulenti della Procura di Firenze - Giuseppe D'Onofrio e Giuseppina Fortuna, per la quale sussiste certamente una compatibilità tra la somministrazione massiccia di terapia Roentgen e la leucemia, la famiglia Beatrice sta per depositare al tribunale di Firenze una richiesta di risarcimento danni di 10 milioni in solido nei confronti dell'allora allenatore dei viola Carlo Mazzone; il primario Bruno Calandriello, il radiologo Renzo Berzi, i vertici dell'ex Fiorentina (poi fallita), la Federazione Gioco Calcio, l'Asl. Indussero, a vario titolo, Beatrice a sottoporsi alla terapia di raggi X, disattendendo le indicazioni di un illustre ortopedico, Lamberto Perugia. 'Io dissi a Beatrice che era troppo pericolosa'. 'Questi soldi li daremo in beneficenza' ha detto la vedova Beatrice, Gabriella Bernardini, all'avvocato Odo Lombardo, il dominus del pool di legali che ha redatto la citazione civile.

(La Repubblica)