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Il calcio piano piano deve ripartire, come tutte le cose della vita. In Inghilterra se ne sono già accorti: mentre nel nostro paese impazza la polemica tra Governo e Lega Serie A, una discussione sterile che non giova a nessuno, la Premier League pensa al futuro. Ma non all'anno prossimo, bensì a un modo adeguato di finire la stagione in corso, benché la salute e l'adeguata difesa dalla pandemia di Coronavirus che ha sconvolto il mondo debbano essere sempre al primo posto. 

IPOTESI CAMPI DI GIOCO ISOLATI, SALVAGUARDIA TV - La massima serie inglese sta discutendo l'ipotesi di utilizzare campi di gioco isolati per ospitare le partite che mancano al termine della stagione, con la possibilità di giocare anche a pandemia non conclusa: un modo per salvaguardare il calcio, le società ma anche gli spettatori, che potrebbero così distrarsi dalla difficile realtà. L'Independent riporta di come siano stati già elaborati piani per la salvaguardia della trasmissione televisiva di tutte le 92 partite rimanenti, con una determinato numero di match da disputare ogni giorno durante i mesi estivi

'COPPA DEL MONDO' TRA MIDLANDS E LONDRA, IL GOVERNO GRADISCE  - Una sorta di "Coppa del Mondo" nelle Midlands e a Londra, probabilmente nei campi di allenamento dei club, durante i mesi di giugno e luglio, per provare a portare a termine la stagione 2019/20: le autorità calcistiche hanno discusso di alcune idee durante il fine settimana, con le partite "a porte chiuse" ancora viste come la soluzione più probabile, ma l'idea dei "campi isolati" sta guadagnando consensi nelle ultime ore, anche per togliere la grande pressione economica che i club devono affrontare. Il vantaggio sarebbe quello di un "mega-evento" televisivo: questo porterebbe inoltre un maggiore sostegno d parte del governo, che apprezza l'idea della popolazione assorbita nel calcio, soprattutto nel caso in cui le misure di blocco siano rafforzate o estese.
HOTEL SEPARATI, TEST E QUARANTENA - Dal punto di vista organizzativo, i club e lo staff dovrebbero separare gli hotel dalle loro famiglie, proprio come si fa in un torneo internazionale, seppur con test completi e condizioni di quarantena: l'obiettivo è ridurre il rischio di contrarre il virus, per non rovinare l'intero piano, durante i mesi estivi nei quali la curva dei contagi dovrebbe appiattirsi e i test saranno più minuziosi. Certo, permangono ancora alcuni problemi logistici e situazioni da pianificare, ma l'idea di una grande Premier a porte chiuse non è affatto utopica, dato che sarebbe vista come un passo nel ritorno alla normalità, oltre che una spinta psicologica alla nazione. 

MODELLO NBA - Anche al di là dell'oceano pensano a come finire la stagione. La Nba, il principale campionato di basket al mondo, non ha nessuna intenzione di mandare tutto all'aria per il Coronavirus e sta studiando piani alternativi per ripartire, una volta che ci saranno le condizioni. Uno di questi, secondo Espn, è proprio quello di far traslocare tutti i protagonisti in un’unica location dove possano dormire, mangiare, lavorare, allenarsi e giocare. Atleti, tecnici, dirigenti, arbitri e media si isolerebbero per un determinato periodo per concentrarsi solo su allenamenti e match. Sarebbero garantite tutte le condizioni di sicurezza, soprattutto in termini di salute. L'idea di fatto è quella di creare una bolla, per tenere a distanza il rischio contagio. Tre le location al momento studiate: Las Vegas, le Bahamas o un college del Midwest.

@AleDigio89