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Walter Sabatini e la Roma, due strade destinate e dividersi alla fine della stagione. La crisi giallorossa, figlia anche di un mercato di gennaio fallimentare, del quale l'attuale ds si è pienamente assunto la responsabilità, a giugno mieterà le sue vittime. E per Sabatini, alla Roma dal giugno del 2011, il momento dei saluti si avvicina, complice anche la contestazione di una piazza che, al di là della straordinaria stagione 2013-14, non gli ha mai perdonato il passato laziale. 

Quello del dirigente di Marsciano, classe 1955, sarà in ogni caso solo un pit stop. Perché Sabatini è uno dei migliori ds italiani, in particolare quando ci sono da scoprire e lanciare giovani talenti, sopratutto se sudamericani. E di un dirigente di questo tipo ci sono società che hanno bisogno come del pane
FUTURO MILAN: SENZA GALLIANI, CON SABATINI - E' il caso del Milan, ad esempio, laddove Sabatini venne citato come esempio virtuoso (insieme a Daniele Pradé, ds della Fiorentina) da Barbara Berlusconi, in una delle sue invettive contro Adriano Galliani e il modo di fare mercato di quest'ultimo. In casa rossonera, a livello societario, in questo momento le priorità sono altre, e rispondono al nome di Bee Taechaubol, che sta portando avanti la procedura di controllo dei costi prima di procedere all'acquisto del 30% del club (operazione preliminare all'acquisto definitivo, che avverrà nel giro di due-tre anni). Una volta terminato questo passaggio, quello successivo sarà l'addio di Galliani al club, mentre Barbara Berlusconi resterà nel ruolo di (unica) ad. E allora ecco che il nome di Sabatini tornerà buono per il Milan: Lady B, insieme ai nuovi azionisti, potrebbe affidare proprio a lui la ricostruzione del Milan. Dagli attestati di stima, si passerà ai fatti.