Dice Rocco: «Il problema in Italia è che c’è una squadra che monopolizza il campionato, io vorrei competere con la Juve per creare una alternativa». Per uno che ha appena detto di non voler fare promesse che non può mantenere è un colpo notevole. Se poi si aggiunge che lo dice da neo presidente di una squadra finita al 16° posto in campionato è un colpo fragoroso. Per competere con la Juve deve scalare almeno 14 posizioni.

Rocco Commisso, 69 anni, emigrato da Gioiosa Ionica per fare fortuna nelle Americhe, si è presentato in modo esattamente opposto ai suoi predecessori. «Chiamatemi Rocco». «In tutta la mia carriera di imprenditore non ho mai licenziato nessuno». «Sono venuto qui per imparare, ma sappiate che imparo in fretta». «Ero tifoso della Juve, quella di Charles, Sivori, Boniperti e Stacchini, però ora sono fiorentino, orgoglioso di essere fiorentino». «Ho intenzione di tenere Chiesa, non sarà il Baggio della vita di Rocco». «Dopo un giorno mi sono reso conto, contissimo, di cosa significa la passione del calcio a Firenze». Dai, i fiorentini possono essere contenti dell’impatto, Rocco è uno di loro. Per quanto tempo lo sarà, non sappiamo dirlo e nemmeno lui forse lo sa. Ma non c’è dubbio che l’empatia è forte. I Della Valle hanno faticato a legarsi al sentimento della città, forse perfino nei primi giorni d’entusiasmo, Rocco lo fa subito. «In America non mi conosce nessuno, qui mi fermano tutti per strada». Sembra divertito, sicuramente soddisfatto di aver acquistato la società di calcio di Firenze e di essere entrato così presto in sintonia con la città. I fatti (le scelte e gli acquisti) diranno fino a che punto si potrà cementare questa unione. Ma oggi era importante mettere le basi e l’impressione è che siano solide.

Si fa chiamare Rocco dai fiorentini come si faceva chiamare Vittorio e anche Marione. I Della Valle erano Ddv o Adv. I confronti da oggi in poi non hanno senso, però l’idea del “Rocco/Vittorio in balaustra” riaffiora durante la prima conferenza stampa del nuovo presidente. L’inizio è giusto, le intenzioni sono ottime, da condividere, da appoggiare. Il primo anno non sarà facile, è il «primo emigrante e non un italo-americano» ad acquistare una società di Serie A. Commetterà errori che Firenze non avrebbe perdonato alla famiglia Della Valle. Avrà almeno un anno di bonus. Va aspettato con pazienza. Rocco non vuole deludere.