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In una partita di Champions League e contro un avversario della caratura del Real Madrid, i dettagli sono risultati decisivi per spostare il risultato dalla parte della formazione di Carlo Ancelotti. Che, pur creando molto meno in termini di palle gol, ha portato via 3 punti molto preziosi da San Siro lasciando all'Inter di Simone Inzaghi la soddisfazione per una prestazione di livello, ma poco altro. E fra i dettagli che hanno fatto pendere la bilancia in favore dei blancos c'è indubbiamente la scarsa concretezza mostrata dagli attaccanti nerazzurri sotto porta.

MIRA SBALLATA - Lautaro Martinez e Dzeko hanno sbattuto ripetutamente sui guantoni di Courtois, esaltando certamente i riflessi del portiere della nazionale belga ma denotando errori di mira che in circostanze come questa vengono pagate a caro prezzo. Nemmeno l'ingresso a gara in corso di Correa ha dato la scossa, visto l'impatto non propriamente eccezionale sulla partita del Tucu, fermatosi alla doppietta decisiva col Verona ma giocatore sul quale Inzaghi ripone grandi speranze per renderlo più cattivo e concreto in zona gol. Sabato prossimo, contro il Bologna, dovrebbe toccare proprio all'argentino dal primo minuto, al fianco del compagno di nazionale Lautaro e con Dzeko in panchina.
E LUKAKU VOLA -La scelta del tecnico piacentino di puntare su una seconda punta piuttosto che su un calciatore realmente alternativo per caratteristiche fisiche e tecniche a Dzeko è stata chiara e coerente con le richieste di Inzaghi, mai del tutto entusiasta della prospettiva rappresentata da Duvan Zapata dell'Atalanta. E' assolutamente presto per trarre conclusioni drastiche e definitive, ma l'ottimo inizio di stagione al Chelsea di Romelu Lukaku (4 reti in altrettante partite) ha prestato il fianco agli inevitabili confronti. L'Inter orfana del belga cerca nuove vie per il gol, perché in certe partite sono spesso i dettagli a fare la differenza.