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C’è una classifica del presente, cioè quella che vede l’Inter in testa al campionato e freschissima vincitrice della Supercoppa italiana contro la Juventus. E poi c’è una classifica del futuro, meno evidente, che riguarda i rinnovi dei contratti.

Da quando i procuratori, i giocatori, e di conseguenza le società, hanno scoperto i vantaggi oppure, rovesciando il discorso, hanno patito gli svantaggi del “parametro zero”, stiamo assistendo a un profondo cambiamento nel calcio moderno. Grazie alla legge Bosman, che ha dato più poteri ai professionisti, togliendo alle società il loro vincolo contrattuale, ma soprattutto grazie al potere sempre maggiore dei procuratori, alla scadenza dei rispettivi contratti i giocatori sono liberi di andarsene dove vogliono, e già sei mesi prima della scadenza possono accordarsi con un nuovo club, continuando a giocare con quello attuale.

L’ultimo, e clamoroso, caso riguarda Lorenzo Insigne che non avendo rinnovato il contratto con il Napoli ha preferito accettare l’offerta multimilionaria del Toronto, anche se fino al 30 giugno continuerà a indossare la maglia azzurra. Nessuno discute la libertà di scelta e di comportamenti dei giocatori, né tantomeno quella dei dirigenti delle società, ma è fuori discussione il fatto che mai come adesso chi vuole trattenere i propri giocatori deve muoversi con abbondante anticipo rispetto alla scadenza dei contratti.

In questo senso, il Milan ha scelto la linea dura, dettata dal fondo Elliott, rifiutandosi di rinnovare con ampio anticipo, e con robusto aumento di ingaggio, i contratti di Donnarumma e Calhanoglu, che così se ne sono andati via a parametro zero, per la gioia dei rispettivi procuratori e dei nuovi club. L’Inter è stata tra le prime a usare questa formula a proprio vantaggio per tesserare Sanchez, guarda caso decisivo ieri sera, strapagandolo poi 7 milioni a stagione, proprio perché il suo cartellino era a costo zero appunto. E l’estate scorsa ha ripetuto l’operazione con Calhanoglu. Ma soprattutto, pensando al futuro, Marotta che è il vero e abilissimo regista di tutte le trattative ha già provveduto a rinnovare in anticipo i contratti di Barella e Lautaro, ottenendo la pubblica promessa da parte di Brozovic di firmare in fretta.
Così si sposa un progetto tecnico, evitando tra l’altro di regalare giocatori agli avversari come invece ha fatto il Milan, che dopo avere perso Donnarumma e Calhanoglu ora rischia di perdere Kessie e Romagnoli, entrambi in scadenza di contratto. Kessie è un punto fermo del centrocampo rossonero e al di là delle cifre potrebbe rappresentare il futuro del Milan. Diverso è il caso di Romagnoli, che è stato retrocesso a riserva ma rimane comunque un ex capitano e in caso di partenza dovrebbe comunque essere sostituito da un altro difensore.

Il caso più clamoroso di tutti, però, è quello dello juventino Dybala, promosso futuro capitano da Allegri e considerato un punto fermo da tutti, ma teoricamente già libero di firmare per un’altra società, visto che il suo contratto scade a giugno. Il Manchester United, che lui aveva già rifiutato due anni fa, ma anche il Barcellona o il Real Madrid potrebbero tesserarlo subito se lui accettasse. Alla Juve sono sicuri che non succederà, ma intanto proprio in queste ore stanno arrivando voci dall’Argentina secondo le quali l’attaccante starebbe ascoltando con interesse nuove offerte. Nell’attesa, l’unica certezza è che si parla invano del suo rinnovo dalla stagione scorsa. Prima doveva avvenire nella pausa dell’estate scorsa, poi durante le vacanze di Natale, ora si parla del prossimo mese di febbraio, ma intanto il tempo passa e la firma non è ancora arrivata.

E allora si torna al punto di partenza. L’Inter è davanti a tutti per quanto riguarda il presente, ma pensando al futuro è in vantaggio anche nel campionato dei rinnovi. Con tanti saluti al Milan, costretto a inseguirla a distanza su entrambi i fronti, e alla Juventus che dopo aver perso la Supercoppa rischia di perdere anche Dybala.