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I calendari non contano nulla. Bisogna affrontare tutti gli avversari in casa e fuori. Dal calendario non dipende l’andamento delle squadre in campionato. Quante banalità sentiamo in questi giorni. Luoghi comuni stupidi. Purtroppo o per fortuna dal calendario, dagli incroci e dalle consecutività delle partite dipende molto, moltissimo. Il signor Fabio Capello, che di scudetti se ne intende, viveva il giorno del sorteggio dei calendari come la vigilia di una finale. Tensione massima. Non a caso. Le prime 5 partite erano e sono la chiave per capire qual è l’orientamento della stagione. Ci sono eccezioni per carità ma spesso le prime 5 partite non mentono. Lo sa bene un maniaco dei calcoli come Antonio Conte che punta tantissimo a fare subito un filottino di vittorie per dare credibilità al suo progetto agli occhi dei calciatori e per costruire quella solidità difensiva che costituisce il fondamento per vivere un buon campionato. Da questo punto di vista il tecnico leccese sarà contento dell’avvio soft dell’Inter. Purtroppo non è andata altrettanto bene al Milan. E’ vero che il calendario dei rossoneri è semplificato dall’assenza delle coppe europee, ma l’avvio con 3 trasferte e il derby non è affatto l’ideale per una squadra in costruzione come quella di Giampaolo. L’ex tecnico della Samp non ha mai dato il meglio di sé nelle prime giornate di campionato proprio perché per lui è molto importante costruire e non solo assemblare le squadre.

Ci vuole tempo e soprattutto non è facile farlo con gran parte dei nuovi acquisti che non si sono ancora aggregati alla squadra a 20 giorni dall’inizio della stagione. Udine, Verona e soprattutto Torino sponda granata non sono 3 trasferte morbidissime in avvio. Men che meno lo è il derby. Le uniche due gare casalinghe nellle prime sei sono contro Brescia e Fiorentina e nemmeno quest’ultima è proprio una passeggiata. Il rischio concreto di arrivare alla prima pausa della nazionale con una classifica non proprio eccellente esiste. Nel malaugurato caso dovesse capitare dovrà essere brava la dirigenza a proteggerlo e a tutelare il suo lavoro aspettando con pazienza anche i risultati. Quello sarà il primo banco di prova importante per la triade Boban-Maldini-Gazidis e li saranno loro a doversi dimostrare all’altezza. Non ci sarà Jorge Mendes ad aiutarli.