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L'Inter è già a caccia sul mercato. Non solo di un esterno che possa colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Achraf Hakimi, accasatosi al PSG, ma anche di nuovi rinforzi l'attacco. Nelle ultime settimane è tornato sotto la luce dei riflettori Keita Baldé, non riscattato dalla Sampdoria: l'ex nerazzurro e biancoceleste si è proposto, complice anche la volontà di tornare a Milano e poter lavorare nuovamente anche con Simone Inzaghi, ma la risposta della società di viale della Liberazione è stata tiepida. Le priorità di Marotta e Ausilio in attacco sono altre dal punto di vista tecnico, si cerca un giocatore che possa essere una vera alternativa a Lukaku e dunque più improntato a fare il centravanti piuttosto che la seconda punta. Non si tratta però di una chiusura definitiva, perché Keita rappresenta comunque un'opportunità low cost (liberarsi dal Monaco non sarebbe un'impresa, visto che gli rimane un solo anno di contratto con il club del Principato) e dal punto di vista qualitativo darebbe un apporto importante. La pista può prendere corpo nelle prossime settimane, ma per renderla un'opzione allettante serve un vero e proprio incastro tra entrate e uscite.
SERVE L'INCASTRO - Bisogna infatti tener conto del piano di abbassamento del monte ingaggi imposto da Suning all'Inter, pertanto la figura chiave in questo gioco di incastri diventa Alexis Sanchez. Il cileno e, soprattutto, gli oltre 7 milioni di euro a stagione del suo ingaggio sono un problema da gestire e se Inzaghi gradirebbe la sua permanenza, questa potrebbe essere garantita solo spalmando la cifra su più anni andando a rinnovare il contratto esistente, rivedendone le condizioni iniziali. Se questo non dovesse accadere, si cercherebbe una soluzione in uscita e questo darebbe a Marotta un certo margine per poter operare in entrata sul vice Lukaku. Per fare un esempio, quell'Edin Dzeko trattato negli ultimi anni (si era ipotizzato con la Roma uno scambio che avrebbe portato proprio Sanchez nella Capitale) e ora poco più che una suggestione per i nerazzurri potrebbe diventare un affare economicamente sostenibile: gli ingaggi sono equiparabili, il bosniaco potrebbe spalmare lo stipendio su più anni e rientrare così nei paletti. A quel punto il bomber di scorta sarebbe una questione risolta e, con la cessione di Andrea Pinamonti, si libererebbe un altro slot da dedicare a questo punto sì a una seconda punta. E Keita corrisponderebbe alle esigenze del ruolo. Una serie di incastri complicata quindi, ma non si tratta di uno scenario irrealizzabile: Keita spera, tornare all'Inter e tornare agli ordini di Inzaghi è possibile.