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L’Inter scopre Kolarov: un grandissimo giocatore che ha smesso di difendere da tempo. Ci si chiedeva in quale ruolo Conte avrebbe utilizzato il serbo, se da ‘braccetto’ nei tre dietro o da quinto di sinistra. Domanda ovvia ma scomoda, fastidiosa se affrontata fino in fondo, perché in entrambi i casi sorgono delle perplessità. Sarà abbastanza affidabile come centrale? E d’altra parte: riuscirà ancora a coprire tutta la fascia? Magari invece sarà una splendida eccezione nel sistema di Conte: Kolarov il magnifico esentato…   
Ebbene, un po’ per necessità un po’ per scelta del suo allenatore, all’esordio contro la Fiorentina Aleksandar ha fatto il terzo centrale, sulla scia dell’ultima parte di stagione nella Roma. Male male. In tutti e tre i gol subiti ha commesso un errore chiaro ed evidente. Vediamoli.     
 
IL PRIMO GOL - Succede, in una difesa a tre, che il centrale vero e proprio scambi momentaneamente la sua posizione con uno dei due braccetti. Una comprensibile mutualità dettata da alcune particolari situazioni di gioco. Capita insomma, non è un dramma, né tanto meno un errore. Il problema è che se uno dei due braccetti è terzino dentro, fin nel midollo, al centro della difesa si troverà a quel punto un terzino invece di un centrale. Son caratteristiche. Ed è quello che è successo durante l’azione del primo gol della Fiorentina, quando Bastoni (il centrale centrale) si è visto costretto ad accorciare su Ribery prendendo il posto di Kolarov a sinistra.    



Il traversone del francese si è trasformato presto in un cambio di gioco, col pallone finito sui piedi di Biraghi, il quinto di sinistra della Viola. In area nel frattempo, si profilava un mismatch fra Kolarov e Kouame. Ecco il punto.



D’accordo, il movimento dell’attaccante e l’intesa dello stesso col crossatore sono robe da mostrare nelle scuole calcio. Però qui l’atteggiamento di Kolarov (ma anche quello di D’Ambrosio non scherza) è davvero troppo superficiale. C’è un ritardo di lettura sul controllo orientato di Biraghi che prepara il cross, manca il contatto con l’avversario e la postura è incongrua, ‘insensibile’ al pericolo effettivo che la squadra sta correndo. Insomma: un centrale non si dovrebbe comportare così.



La cosa che stupisce è che Kolarov non è nuovo a ‘dormite’ di questo genere. Non occorre andare tanto indietro, basta guardare uno ad uno i gol subiti dalla Roma nel post lockdown, ovvero da quando Fonseca decise di passare a tre dietro, ridimensionando così la spinta del giocatore serbo. Prendiamo Spal-Roma, una situazione in parte diversa ma in parte simile. Sul controllo orientato di Valdifiori, Cerri attacca l’area alle spalle di Kolarov.     



Ed ecco il ritardo di Kolarov sul lancio del centrocampista avversario. Verrà sovrastato di testa dal gigante della Spal. Di nuovo una difficoltà di lettura sul tocco preparatorio al lancio/cross. Ma è davvero una difficoltà di percezione o è soltanto pigrizia, la pigrizia del giocatore forte?



IL SECONDO GOL – Meno appariscente è invece la responsabilità di Kolarov sul secondo gol subito dall’Inter contro la Fiorentina, la rete di Castrovilli. Eppure anche in questo caso il nuovo acquisto nerazzurro si comporta in maniera quanto meno strana. La situazione è questa: ripartenza Fiore, Ribery punta D’Ambrosio sullo spigolo dell’area, Bastoni raddoppia e Kolarov tiene a bada l’altro attaccante, Kouame. L’Inter è in superiorità numerica.



Ma come spesso accade nelle ripartenze di Iachini, sono i centrocampisti che arrivano a finalizzare (le mezzali o i laterali). E così mentre Bastoni chiude il dribbling internamente a Ribery e mentre D’Ambrosio è pronto ad accompagnare il francese verso la linea di fondo, alle loro spalle sfreccia come un’auto col finestrino abbassato Castrovilli. Guardate Kolarov: lo vede arrivare.  

Ribery allora tocca d’esterno una specie di passaggio consegnato per il dieci viola. Ma Kolarov rincula.



Usate come riferimento il dischetto del rigore. Perché il serbo arretra in questo modo sul controllo di Castrovilli?



E perché dopo lo stop in corsa di Castrovilli non copre almeno uno spicchio di porta? Perché non è un centrale, non ce l’ha dentro.



IL TERZO GOL – Infine l’ultimo errore, nell’azione del gol di Chiesa. Stavolta Kolarov sbaglia movimento a campo aperto.



Solita magia di Ribery su D’Ambrosio, saltato come un birillo. Vlahovic taglia con l’obiettivo duplice di attaccare la profondità e portarsi via Bastoni. Kolarov prima corre verso il centro poi cambia direzione probabilmente per ostacolare il passante eventuale di Ribery per Chiesa. Ma così facendo apre un varco centrale tra sé e Bastoni, frecce divergenti.



Ribery a quel punto si accorge del buco creatosi in quell’ istante, scarta il passaggio passante e sceglie il filtrante per Chiesa. Kolarov è tagliato fuori. Domando: qui era la stessa cosa per un difensore concedere il passante o il filtrante? Certo che no. Andava concesso il passante, togliendo subito la profondità agli avversari. E un centrale di ruolo molto probabilmente l’avrebbe fatto.