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Dybala o Lukaku. E' una corsa a due appassionante e dai contorni economici tutt'altro che banali quella che ha come protagonista il volto nuovo dell'attacco dell'Inter: un'opportunità concreta quella dell'argentino - uno dei parametro zero di maggiore spicco proposti dal nostro campionato - una fantastica suggestione quella che conduce all'ipotesi del ritorno del gigante belga soltanto un anno dopo il suo addio. Beppe Marotta e Piero Ausilio sono chiamati principalmente a fare di conto, alla luce dell'input arrivato da Steven Zhang di rendere il club sempre più sostenibile dal punto di vista finanziario. Questo non significa che l'aspetto tecnico-tattico non venga tenuto presente, considerando che proprio l'eredità di Lukaku si è palesato come uno dei punti critici dell'annata nerazzurra: la carta d'identità ha mostrato tutti gli attuali limiti in termini di continuità di Edin Dzeko e individuare un giocatore più futuribile in quel ruolo rappresenta una delle missioni della prossima finestra di mercato.

ROMELU VUOLE L'INTER - Il belga spinge per tornare a Milano e all'Inter e nei prossimi giorni un suo legale di fiducia incontrerà i vertici dirigenziali nerazzurri per valutare la fattibilità di un'operazione che passa ovviamente dall'approvazione di un Chelsea che da poche ore ha cambiato ufficialmente padrone. Todd Boehly ha rilevato la poltrona di Roman Abramovich e sarà chiamato a valutare tutti i nodi lasciati in eredità da una stagione partita col desiderio di tornare a competere per la Premier League e di confermarsi in Champions e terminata con tanti punti di domanda e un futuro societario finalmente messo in sicurezza. Le incomprensioni tattiche e umane con Tuchel hanno lasciato il segno in Lukaku, che già lo scorso dicembre manifestava i primi segnali di malcontento e di pentimento circa la sua decisione di lasciare l'Inter nel bel mezzo dell'agosto scorso per cercare nuovamente fortuna nel campionato inglese. 115 milioni di euro e 15 reti dopo, il centravanti della nazionale belga è più che pronto a fare marcia indietro, ma a quali condizioni?
LE CONDIZIONI - Serve uno sforzo collettivo e molto significativo affinché tutte le caselle vadano al loro posto e consentano a Simone Inzaghi di riabbracciare un giocatore che ha avuto la possibilità di allenare soltanto per pochi giorni nell'estate passata. L'attuale ingaggio da 12 milioni di euro netti non è assolutamente alla portata del club nerazzurro, ma in tal senso Lukaku è intenzionato a venire incontro a Marotta e Ausilio concedendo uno sconto del 50%: una somma comunque proibitiva, sostenibile attraverso i risparmi in arrivo dalle uscite di Perisic e Sanchez. L'ultima parola spetta tuttavia al Chelsea, diviso tra l'opportunità di rilanciare un calciatore per il quale è stato fatto un grande investimento e la necessità di non vedere deprezzato il valore del suo cartellino con un'altra annata in chiaroscuro. Ecco perché l'ipotesi del prestito, annuale o anche biennale, è da prendere in considerazione: dall'Inter che per il pagamento dell'ingaggio del calciatore non beneficerebbe più degli effetti del Decreto Crescita, per un Chelsea chiamato a ripartire da certezze e per un Lukaku in cerca di riscatto. Se si vuole, si può.