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L'apprensione si è trasformata in gioia: Romelu Lukaku segna e trascina il Belgio nel pur semplice impegno con il San Marino, e l'Inter sorride. Un'ansia giustificata, la schiena dell'attaccante da diverse settimane preoccupa Antonio Conte. Ma il ct dei Diavoli Rossi Martinez ieri aveva rassicurato tutti: "Romelu giocherà solo se in forma". La prestazione offerta dall'ex Manchester United ha fugato ogni dubbio e ha permesso al giocatore di raggiungere un prestigioso traguardo: con la doppietta messa a segno oggi Lukaku è diventato il primo giocatore del Belgio a superare quota 50 gol. In 83 partite giocate.

CHE TRAGUARDO! - Fuori con il Barcellona, deludente contro la Juve, Lukaku ha ritrovato il sorriso nella notte di Bruxelles. Davanti a familiari e amici, Big Rom ha aperto le marcature al 28', per poi raddoppiare con un magnifico destro a giro dal limite dell'area di rigore. Due reti che gli hanno permesso di arrivare a 51 gol totali con la nazionale Belga: è il primo in assoluto, nella storia dei Diavoli Rossi, a toccare quota 50. Il dato impressiona ancor di più se si notano le partite impiegate per arrivare a 51 reti: solo 83. Una media importante, oltre 0,6 marcature a gara. A soli 26 anni. Al 75' Lukaku è stato sostituito, e il Belgio alla fine ha vinto con un roboante 9-0, qualificandosi così aritmeticamente alla fase finale di Euro 2020. Ora è possibile ipotizzare un rientro in anticipo della punta ad Appiano Gentile, per continuare il lavoro personalizzato agli ordini di Conte e del suo staff, scongiurando pericolose ricadute.

LAZARO IN GOL! - La doppietta di Lukaku non è l'unica nota lieta della serata per l'Inter. Anche Valentino Lazaro è stato protagonista con l'Austria: titolare nella vittoria per 3-1 con Israele, match nel quale l'esterno nerazzurro è andato anche a segno. Un gol e 90 minuti in campo: non c'era modo migliore per ricordare a Conte che, dopo il problema fisico che ha rallentato il suo inserimento in estate, ora Lazaro è pronto a contendere una maglia sulla corsia destra dell'Inter a Candreva e D'Ambrosio.