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Cinque punti più del Milan, con una partita da recuperare. L’Inter riprende a volare verso lo scudetto battendo 2-1 il Venezia al 90’ con un gol di Dzeko e lancia un nuovo messaggio di superiorità ai rossoneri che affronterà alla ripresa del campionato. Quando si vincono partite così, dopo essere stati in svantaggio e avere sofferto sino alla fine per strappare i tre punti, è facile dire che anche questo è l’anno dell’Inter. A maggior ragione ripensando al passo indietro sul piano del gioco perché, al di là delle barricate del Venezia, la squadra di Inzaghi palleggia meno del solito, come se fosse scesa in campo con il freno tirato, o peggio con la presunzione di poter vincere facilmente. Senza gli spunti di Lautaro, mai così assente in zona gol, ma anche senza le accelerazioni di Calhanoglu, l’Inter ha però il merito di sfruttare alla perfezione la fascia destra, prima con Darmian e poi con il suo sostituto Dumfries che scodellano i palloni dei due gol. Giusto così, comunque, anche se il Venezia nelle sue rare sortite nell’area di rigore avversaria spaventa più di una volta Handanovic.    

SOFFERENZA INIZIALE - Il primo tempo è un’altra lezione di sofferenza per l’Inter, come all’andata quando a Venezia mise al sicuro il 2-0 soltanto nel finale. Malgrado l’assenza di cinque giocatori contagiati, che avevano messo in dubbio lo svolgimento della partita, alla quale si è aggiunta quella dell’allenatore Zanetti, sostituito in panchina da Bertolini, i lagunari concedono pochissimo alla capolista. I nerazzurri si illudono di poter sbloccare subito la partita con una bella deviazione di Dzeko, bloccata in due tempi da Lezzerini, ma poi rischiano quando Okereke tenta la conclusione da fuori area, bloccata da Handanovic.

SORPRESA HENRY - E’ la prova del generale per il gol che arriva poco più tardi, a conclusione di una classica azione di contropiede. Ampadu vola sulla destra, senza trovare né l’opposizione dell’avanzato Perisic, né quella del più arretrato Bastoni e crossa al centro per Henry, che devia bene di testa, anticipando Skriniar. Handanovic stavolta non può far nulla perché il pallone sbatte sotto la traversa e poi si infila alle sue spalle. A questo punto l’Inter si ributta in avanti, per cercare non più il gol del vantaggio, ma almeno quello del pareggio. Il problema è che lo fa senza velocità e fantasia, con una manovra lenta che favorisce il catenaccione del Venezia, tutto raccolto nella propria metà campo
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GIOIELLO BARELLA -  Tre sere dopo il massiccio turnover in coppa Italia, nella gara vinta soltanto ai supplementari contro l’Empoli, Inzaghi rilancia tutti i titolarissimi con l’unica eccezione di Darmian preferito a Dumfries sulla destra e proprio Darmian, dopo un paio di tiri troppo centrali di Calhanoglu e Brozovic, avvia l’azione del pareggio con una fuga sulla destra conclusa da un cross raccolto da Perisic che scarica sul portiere, bravo a respingere ma battuto senza colpe dalla spettacolare  girata al volo di Barella, con stile da centravanti.

OCCASIONE PERSA -  Dimarco al posto di Bastoni all’inizio della ripresa è un cambio che cambia poco, perché l’Inter continua ad attaccare e il Venezia continua a difendersi con dieci uomini, aspettando l’occasione giusta per ripartire pericolosamente in contropiede. Come all’inizio del primo tempo è ancora Dzeko ad avere sui piedi la palla-gol del vantaggio, ma il bosniaco non riesce a ribattere in rete da due passi la respinta di Lezzerini. Viste le difficoltà a trovare spazi, con il rischio di farsi sorprendere una seconda volta, Inzaghi dovrebbe cercare qualche soluzione alternativa in attacco e invece conferma sia Dzeko, sia soprattutto Lautaro, fin qui invisibile. Soltanto Dimarco impegna severamente Lezzerini, bravo a respingere una sua punizione, ma è sempre troppo poco per il potenziale della capolista. 

TRIPLO CAMBIO -  Soltanto quando manca un quarto d’ora alla fine Inzaghi si ricorda di avere una panchina ricca di qualità e in un colpo solo opera un triplo cambio. Oltre a Lautaro, sotto diffida prima del derby, escono Barella e Darmian e ai loro posti nelle stesse posizioni si rivedono Sanchez al fianco di Dzeko, Vidal in mezzo e Dumfries sulla destra. Nemmeno questa robusta iniezione di freschezza è però sufficiente per invertire il senso unico di una gara più difficile del previsto. O almeno così sembra fino al 90’ quando Dzeko anticipa Caldara e devia di testa il perfetto cross di Dumfries. La dimostrazione che l’Inter non molla mai nemmeno quando soffre, con la sensazione sempre più forte che anche questo sia il suo anno. Tricolore ovviamente. 



IL TABELLINO 

Inter-Venezia 2-1

Marcatori: 19’ Henry, 40’ Barella, 45’ s.t. Dzeko.

Assist: 19’ Ampadu, 45’ s.t. Dumfries.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni (dal 1’ s.t. Dimarco); Darmian (dal 27’ s.t. Dumfries), Barella (dal 27’ s.t. Vidal), Brozovic (dal 37’ s.t. Vecino), Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro (dal 27’ s.t. Sanchez).

Venezia (5-3-2): Lezzerini; Ampadu, Caldara, Modolo, Ceccaroni, Ullmann; Tessmann (dal 20’ s.t. Kiyine), Vacca (Dal 25’ Fiordilino), Cuisance (dal 20’ s.t. Peretz) ; Henry (dal 37’ Sigurdson), Okereke (dal 37’ s.t. Nani).

Ammoniti: Barella (I), Bastoni (I), Lezzerini (V), Modolo (V), Kiyine (V),Caldara (V), de Vrij (I)

Espulsi:

Arbitro: Matteo Marchetti (Sezione di Ostia Lido)

VAR & AVAR: Mazzoleni, Mastrodonato.