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Ospite del Festival dello Sport a Trento, l'agente Paolo Busardò ha parlato della figura dell'intermediario nel mercato: "Difendo la professione, credo che quella dell'intermediario sia una figura fondamentale. Nasciamo perché abbiamo informazioni esclusive: se un club vuole vendere un giocatore, o chiama altre squadre o lo fa sapere al suo agente. Altrimenti interveniamo noi intermediari, che ci muoviamo tra domanda e offerta. Io nasco commercialista, è un po' come la teoria dei mercati: non tutti i play del mercato hanno informazioni complete, per questo noi possiamo diventare utili". 

"I club italiani sono obbligati, per necessità, a guardare e vendere all'estero, sull'asse Italia-Inghilterra aumenteranno le intermediazioni. A differenza di altri colleghi, io ho fatto intermediazione tra club italiani che non hanno buoni rapporti e non si parlano; anche se in realtà il mio lavoro è incentrato soprattutto sui campionati esteri. L'intermediario lo vedo come un soggetto che nel breve-medio periodo può aiutare un club a vedere il giocatore. Senza di noi, trasferimenti da 50 milioni non si potevano fare; per questo credo che il 5% di commissione su una cifra del genere sia giusta. E sfatiamo il mito che gli intermediari/agenti mettono la pistola alla tempia a dirigenti per avere determinate commissioni, noi non obblighiamo nessuno a darci certe cifre".