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Negli occhi di tutti i tifosi atalantini rimarrà indelebile ancora a lungo quel gol segnato a San Siro in una fredda serata autunnale di Champions. Di fronte ai padroni di casa dell’Atalanta c’è una delle squadre più temute e complete d’Europa, seria candidata ad arrivare fino in fondo al torneo: gli inglesi del Manchester City. I bergamaschi scendono in campo con un trio d’attacco inedito, che non dà punti di riferimento alla difesa di Guardiola: Pasalic a sostegno del Papu Gomez e Ilicic. Al 49’ cross dell’argentino dalla sinistra, movimento a smarcarsi al centro dell’area dell’88 e zuccata che si insacca alle spalle di Claudio Bravo. Finirà 1-1 quella sera. Primo punto dei bergamaschi nel girone C e primo gol nell’Europa che conta per Mario Pasalic.

“UN PUNTO NEVRALGICO” - Ma la prestazione pazzesca contro Sterling e compagni è solo il culmine di un percorso in crescendo che il centrocampista croato ha cominciato ormai un anno e mezzo fa quando arrivò a Bergamo in prestito dal Chelsea. Oggi Pasalic è uno dei punti fermi di questa sorprendente Atalanta che, sulle ali dell’entusiasmo, non smette di sognare e ambisce ad un altro campionato da protagonista assoluta. Gasperini l’ha messo al centro del suo progetto e il croato lo sta ripagando con rendimenti e numeri da giocatore totale: in un campionato e mezzo con la maglia neroazzurra ha collezionato 57 presenze condite e impreziosite da 10 gol e 8 assist. Dal suo arrivo a Bergamo ha saltato, di fatto, solo 6 partite. A certificarne l’importanza per gli orobici è stato proprio lo stesso Gian Piero Gasperini che di lui ha detto: “Fa gol, ha capacità di inserimento, arriva bene in area ed è un filtro per tutta la squadra: quando sta bene ne giova anche la difesa. Per me è un punto nevralgico”.
TUTTI I RUOLI DI MARIO - Se non sono parole di consacrazione poco ci manca. Ma cosa rende Pasalic così decisivo nei meccanismi di Gasp? Per riassumerlo in una sola parola potremmo dire: duttilità. Il classe ’95 infatti ha più volte dimostrato di saper ricoprire più ruoli, anche nel corso della stessa partita: tanto in questa stagione come nella scorsa lo si è visto da trequartista a sostegno delle punte, da ala, da seconda punta e, naturalmente, in cabina di regia al fianco di De Roon, ruolo che predilige e che riesce e ricoprire anche in caso di 352. Il croato ha una media di passaggi riusciti pazzesca: 88,5% - Pjanic, per intenderci, arriva all’89,6%, mentre Luis Alberto all’86,2%. Sabato al Gewiss Stadium contro la Juve partirà ancora titolare, probabilmente da ala sinistra, in un attacco a 3 con Gomez e Muriel. Un calciatore a tutto tondo che sta facendo impazzire Bergamo e non solo.

CONFERMA O PLUSVALENZA? - Già, perché la maturità raggiunta con la maglia della Dea non sta affatto passando inosservata. Il cartellino dell’ex Spartak Mosca è ancora di proprietà del Chelsea ma i neroazzurri possono avvalersi di un diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro. Oggettivamente una cifra contenuta data la qualità del calciatore. Percassi e la dirigenza atalantina riflettono: un suo riscatto a fine stagione è ormai più che probabile; rimane ora da capire se il croato verrà confermato o se i neroazzurri decideranno di privarsene e di fare cassa durante il mercato estivo con una super-plusvalenza. Lui, nel frattempo, si dice tranquillo: “Per ora non mi preoccupo del futuro. Mi sto concentrando solo sull’Atalanta. Quello che accadrà poi non dipende da me, né posso influenzare la decisione del Chelsea, ma non mi dispiacerebbe rimanere a Bergamo. L’Atalanta è un buon club, abbiamo un grande allenatore e una squadra che gioca ben. E poi, Bergamo è più vicina alla Croazia, quindi posso fare un salto a casa e i miei parenti e amici possono venirmi a trovare più spesso” ha detto al portale 24Sata. I tifosi della Dea e Gasperini si godono il loro centrocampista “tuttofare” e con un Pasalic così sognare in grande è più che legittimo.