La palpitante vittoria nel derby di domenica scorsa contro il Parma ha avvicinato il Cesena alla salvezza. Visti l'avversario e la situazione interna si trattava di un esito tutt'altro che facile, e inoltre a soli quattro minuti dalla fine la squadra ospite era in vantaggio. Poi è arrivata la doppietta di Gabriele Moncini, col secondo gol messo a segno dopo che i bianconeri romagnoli erano rimasti in 10 a causa dell'espulsione di Kupisz, e il dramma si è trasformato in una festa che verrà ricordata a lungo.

Ma detto della parte edificante della storia, c'è anche da mettere in evidenza quella meno commendevole. Che proprio dall'esaltante impresa nel derby rischia d'essere silenziata in modo definitivo. Si tratta della presa di posizione da parte dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna giusto tre giorni prima del derby contro il Parma. Motivo: il rifiuto di concedere gli accrediti stampa a due giornalisti del sito TuttoCesena, Emanuele Conti e Gian Piero Travini.

Dalla prima domenica dello scorso febbraio i due colleghi si vedono rifiutare l'accesso alla tribuna stampa del Dino Manuzzi, e ciò è avvenuto subito dopo che TuttoCesena ha ripreso e commentato l'inchiesta di Calciomercato.com sulle plusvalenze incrociate che il club romagnolo ha realizzato col Chievo. Calciatori "gemelli" nelle valutazioni di bilancio, così come gemelli sono stati i provvedimenti di risposta dati dalle due società nei confronti di chi ha messo in evidenza la peculiarità di quelle transazioni. Va infatti ricordato che un analogo provvedimento di rifiuto dell'accredito stampa è stato preso dal Chievo nei confronti di Calciomercato.com. Questo è il senso per la libera stampa che le due società mostrano.

Il comunicato emesso dall'Ordine dei Giornalisti emiliano-romagnolo sottolinea che negare l'accredito ai giornalisti sgraditi è un atto contro la libertà di stampa, e rammenta che su questo fronte il Cesena è recidivo. A dicembre 2015 il presidente del club bianconero, Giorgio Lugaresi, fu protagonista di "violenti attacchi" via Facebook nei confronti dello stesso Travini e di un altro giornalista, Stefano Severi. Li definì "poveretti, sanguisughe con modestissime qualità intellettuali e miserevole formazione professionale". Poi cancellò il post e si scusò pubblicamente, ancora una volta via Facebook. Un vero signore.
La presa di posizione dell'Ordine dei Giornalisti emiliano-romagnolo avrà delle conseguenze? Non è il caso di sperarci. Ormai negare l'accredito ai giornalisti non allineati è pratica pressoché normalizzata, e a renderla tale è soprattutto l'esercito di "colleghi" che anziché far scattare la doverosa solidarietà corporativa preferiscono tirare innanzi e badare al proprio lavoro quotidiano.

Fra l'altro, il club del presidente Giorgio Lugaresi ha da spendersi su un altro fronte caldissimo: una situazione debitoria da paura, per oltre 50 milioni. È quanto riporta il bilancio chiuso al 30 giugno 2017. Numeri che hanno messo in dubbio la continuità aziendale, e spinto il club a avviare un piano per la ristrutturazione del debito, secondo quanto consente l'articolo 182 bis/ter della Legge Fallimentare. A riportare per primo la notizia è stato Alessandro Burioli, del Corriere di Romagna. Dobbiamo aspettarci che siano il prossimo giornalista e la prossima testata lasciati fuori dalla tribuna stampa del Manuzzi?

@pippoevai