Commenta per primo

 

Calciomercato.com ha chiesto all’agente Fifa Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei corsi per aspiranti agenti fifa e osservatori organizzati da www.footballworkshop.it (per info: avvcataliotti@libero.it), un parere sul ruolo della figura dell’osservatore nel calcio di oggi.

L’osservatore, inteso come talent scout, ritengo che abbia sempre avuto e continui ad avere un ruolo indispensabile nel mondo del calcio, seppure la professionalità dell’osservatore si sia evoluta enormemente negli ultimi anni grazie all’avvento della tecnologia. Il taccuino è stato quasi soppiantato dai palmari e i calciatori si “vivisezionano” sempre più attraverso i video anziché stando ai bordi del campo. L’osservatore – specie se collaboratore di un agente Fifa – non si muove solo in auto, ma prende l’aereo, va a studiare i campionati minori in Paesi anche molto lontani, conosce le lingue e le norme calcistiche. Se per le società di calcio l’osservatore, in forza di un contratto di collaborazione, deve seguire le strategie dei direttori sportivi, quando viene ingaggiato da un agente, il talent scout diventa quasi imprenditore di se stesso: decide dove, come e quando organizzare il proprio lavoro. E’ libero di scegliersi il campionato che meglio conosce, i calciatori da seguire e i periodi in cui è più libero di operare. Avvalendosi dei supporti tecnologici, potrà portarsi anche il lavoro a casa, dopo aver effettuato le riprese sul campo da gioco. Passerà, quindi, al montaggio di un filmato che dovrà risultare super-professionale per poter essere proposto, attraverso la mediazione dell’agente, alle società di calcio.

Ma un buon osservatore deve aver giocato a calcio o non è necessario?

E’ evidente che chi ha praticato uno sport ad alti livelli è più facile che abbia un occhio più esperto rispetto ad altri, ma non è una regola. Di eccezioni ce ne sono tante, anche perché ritengo che l’osservatore o l’aspirante tale sia mosso da una tale passione e amore per il calcio da riuscire a sopperire alla mancanza di esperienza sul campo da gioco come calciatore.

Lei organizza un corso a Reggio Emilia il 28 gennaio. Chi saranno i docenti-osservatori?

Roberto Bosco, ex calciatore professionista (ha giocato in serie B e in serie A, raggiungendo i massimi livelli nella Fiorentina in squadra con Roberto Baggio) e allenatore di calcio, dal 2007 fino al 2009 ha fatto parte dello staff tecnico del Siena, attualmente collabora come osservatore del settore giovanile dell’AC MILAN e Paolo Greatti, osservatore internazionale e grande conoscitore del calcio centro-europeo, ha lavorato come osservatore per Udinese, Padova, Verona e Frosinone (in ques’ultima società per 5 campionati di serie B, rivestendo il ruolo di capo-osservatori e collaboratore del direttore sportivo). Talent scout in Slovenia, Austria, Slovacchia e Repubblica Ceca.

Quindi proprio un ex calciatore di serie A e un grande appassionato di calcio?

Proprio così. Roberto Bosco ha giocato nella Fiorentina con Baggio, mentre Paolo ha iniziato il suo percorso formativo come osservatore trascorrendo lunghe giornate a guardare partite su polverosi campi di provincia fino ad arrivare a sedere comodamente in tribuna per assistere a partite internazionali in tutta Europa.