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L'ultima pedina del risiko è l'Ostenda, club del massimo campionato belga che al momento dello stop imposto al torneo causa Covid-19 occupava il penultimo posto. Da venerdì 24aprile 2020 l'Ostenda è passato sotto il controllo di Pacific Media Group (PMG), fondo d'investimento il cui profilo globale è certificato dalle diverse nazionalità che gli vengono attribuite. In Belgio lo etichettano come un fondo statunitense, invece in Svizzera gli viene attribuita origine cinese. Ciò che comunque ne certifica il mix sino-statunitense, determinato dalla partnership d'affari tra soggetti che poi agiscono anche da singoli e in sinergia con altri attori di questo complesso panorama della finanza calcistica globale. Un vorticare di club acquisiti e scambiati in giro per il mondo, con un intreccio multiproprietario cui Fifa e Uefa assistono impotenti. Guidato dal businessman statunitense Paul Conway.

PMG agisce in associazione con NewCity Capital (NCC), una compagnia d'investimento guidata dal miliardario sino-americano Chien Lee. Entrambe operano nell'economia di quel vasto settore che associa turismo, intrattenimento e tempo libero. Segmenti dell'economia globale che tanto sul versante cinese quanto su quello statunitense vengono visti come propedeutici al segmento dell'industria sportiva. Col calcio che, secondo questa logica, diventa un approdo scontato.

Dalla partnership fra PMG e NCC nasce l'investimento che a giugno 2016 porta
all'acquisizione del Nizza
, di cui Lee diviene socio di maggioranza e presidente. E una
quota di minoranza viene acquisita da Alex Zheng, presidente di Plateno Hotel Group. Il
club francese passerà di mano a giugno 2019, quando a rilevarlo sarà Jim Ratcliffe, l'uomo più ricco d'Inghilterra, proprietario del gruppo Ineos. E durante il triennio che intercorre fra l'acquisizione e la cessione i soci che lo controllano vanno a caccia di acquisizioni per arricchire il portafoglio calcistico.

Chien Lee punta l'obiettivo verso l'Inghilterra e prova a acquisire dapprima il
Middlesbrough e poi il Brentfor
d. Infine il colpo gli riesce a dicembre 2017 col Barnsley, club di cui diventa co-proprietario e presidente Billy Beane. Costui ha costruito la propria fortuna sportiva usando il metodo statistico per la selezione dei giocatori di baseball da arruolare per gli Oakland Athletics. A novembre 2019, pochi mesi dopo avere dismesso il pacchetto di controllo del Nizza, il duo Lee-Conway mette le mani sul Thun, piccolo club del massimo campionato svizzero. I media elvetici parlano pietosamente di partnership, ma in realtà i 3 milioni di franchi (circa 2,7 milioni di euro) iniettati da PMG nelle casse del club ne garantiscono la sopravvivenza e, di fatto, il controllo. 
Nel frattempo viene provata anche la scalata a un club scozzese, il Partick Thistle che milita in Premiership (la seconda divisione). Ma in questo caso le regole della lega scozzese, contrarie alle multiproprietà, stoppano l'affare. E per fortuna esistono ancora
leghe che proteggono un minimo di trasparenza nel calcio. Quanto a Alex Zheng, nel 2018 decide di investire nei Phoenix Rising, franchigia che sta provando a strappare un post in Major League Soccer.

Dunque una vorticosa girandola di impresari, società e club calcistici. Che per il momento si ferma a Ostenda, ma che per certo proseguirà la traiettoria verso altre mete. In vista dell'allargamento di portafoglio multiproprietario. Inoltre lo stesso club belga, prima di essere ceduto, deve a sua volta risolvere una situazione promiscua. L'Ostenda era controllato da una società finanziaria denominata Alychlo, controllata dalla famiglia Coucke. Il principale esponente della famiglia Coucke, Marc, è presidente dell'Anderlecht. Da socio di maggioranza dell'Ostenda egli osteggia la cessione del club a PMG, che potrebbe realizzarsi già a febbraio 2020. Ciò mette a repentaglio l'esistenza stessa del club, che senza i denari di un nuovo investitore si vedrebbe ritirare la licenza dalla federazione in vista della stagione 2020-21. E a quel punto, per i dirigenti dell'Ostenda, non rimane che minacciare l'atto di forza: denunciare in federazione il conflitto d'interesse di Coucke, attaccando così la licenza dell'Anderlecht per violazione delle regole federali sulla multiproprietà. 

D'incanto l'affare si sblocca e l'impero Lee-Conway piazza la bandierina anche in territorio belga. Ma la federazione belga, che si è vista sventolare l'ipotesi del gravissimo conflitto d'interesse detenuto da Marc Coucke e andato avanti per chissà quanto tempo, cosa fa? Si gira dall'altra parte del letto e continua a dormire un sonno beato. Siamo in ottime mani.