255
L'ultima a San Siro prima di dirsi addio, una sfida in cui si intrecciano passato e presente: Milan-Atalanta non sarà una partita come le altre per Franck Kessie, non lo è stata negli anni passati e a maggior ragione non può esserlo ora, quando idealmente rappresenta la chiusura del cerchio. Da una parte la squadra che lo ha portato in Italia e, dopo averlo spedito in prestito a Cesena per crescere, è stata il suo trampolino di lancio tra i grandi. Dall'altra la squadra con cui si è definitivamente consacrato, arrivando a strappare un posto tra i migliori centrocampisti della Serie A odierna e, soprattutto, ad attirare le attenzioni del Barcellona: Kessie lascerà i rossoneri a San Siro, ha già firmato con i blaugrana e dal 1° di luglio si trasferirà in Catalogna per dare inizio a una nuova pagina internazionale della sua carriera.

LO SCUDETTO CONTRO I FISCHI - Una mossa questa che ha spaccato in due l'ambiente rossonero e i tifosi, molti dei quali non hanno gradito la scelta del classe '96. Spesso a San Siro i fischi hanno accompagnato la lettura del nome nelle formazioni, l'ingresso e l'uscita dal campo e anche qualche giocata, segnale di un rapporto che si è rapidamente incrinato tra il pubblico e il giocatore che fino allo scorso autunno per tutti i milanisti era semplicemente un condottiero, il 'Presidente'. Domenica alle 18 l'ultimo atto a San Siro, l'ultimo saluto di Kessie a quella che per cinque anni è stata casa sua, con l'occasione di spegnere i fischi per una serata: l'occasione è ghiotta, battere l'Atalanta porterebbe la squadra di Pioli a un solo punto da quello scudetto (mettendo pressione all'Inter che dovrebbe vincere a Cagliari per evitare di consegnare subito il titolo ai rivali), che fino a poche settimane fa era sogno sussurrato quasi con timore e scaramanzia, e sarebbe senza dubbio il modo migliore per chiudere e salutare con il sorriso quelli che tra poche settimane saranno i suoi ex tifosi.
DALLA CHAMPIONS ALLO SCUDETTO, LA DEA DI MEZZO - Di mezzo l'Atalanta di Gasperini, perché poiché la storia è fatta di cicli tutto torna e tutto si chiude come era iniziato. Non a caso, al di là dell'approdo in Italia grazie ai bergamaschi nel gennaio del 2015, alla Dea sono legati anche alcuni dei momenti chiave dell'avventura rossonera di Kessie. Qualcuno meno felice, come il 5-0 per i nerazzurri a Bergamo che, come hanno sottolineato a più riprese anche Pioli e Maldini, ha di fatto segnato la nascita del Milan attuale, altri decisamente più lieti: su tutti la vittoria 2-0 al Gewiss Stadium che ha chiuso il 2020/21 e che ha regalato al Milan il ritorno in Champions League, con la doppietta su rigore proprio di Kessie che ora cerca di rompere il digiuno in questo campionato, considerando che l'ultimo gol in Serie A risale al 22 dicembre, altra doppietta all'Empoli. Dalla Champions dello scorso anno allo scudetto in questa stagione, i sogni del Milan passano sempre dall'Atalanta ma questa volta si gioca in casa, a San Siro: l'ultima volta per Kessie, alla ricerca di un ultimo successo per chiudere il cerchio e salutare i rossoneri da campione.

@Albri_Fede90