Non credo che Patrick Cutrone sia un campione, meno che mai possa essere un fuoriclasse. Tuttavia mi chiedo se sia giusto - dopo che da solo ha rimesso il Milan in carreggiata anche contro il Parma, avviandolo ad una fondamentale vittoria (2-1) in rimonta - che con l’arrivo di Ibrahimovic a gennaio torni in panchina, rinunciando ad un contributo decisivo sia in Europa League (quattro gol, due più di Higuain) che in campionato (tre, due meno di Higuain). L’elogio dell’attaccante rossonero non può essere legato solo alle reti segnate e al loro peso, ma anche alle prestazioni, più utili che generose, nei confronti della squadra e dei compagni assai prossimi in campo. Anche perché, come è accaduto con il Parma fino all’ingresso di Borini, Cutrone ha fatto reparto da solo.

Ma quello che gli è riuscito in occasione del gol del pareggio (54’) ha del clamoroso. Prima è andato a riconquistare una palla persa dai suoi sulla trequarti. Poi, sempre nella stessa azione, si è buttato in area, ha sfruttato un rimpallo favorevole e con un diagonale al volo, da posizione difficile, ha messo dentro. Dire che Cutrone si sia caricato il Milan sulle spalle è forse troppo. Non è troppo, invece, motivare con il suo furore agonistico il risveglio di una squadra che poteva essere colpita a morte dal vantaggio di Inglese, su calcio d’angolo di Scozzarella, collocatosi in avvio di secondo tempo (49’). L’esecuzione dell’attaccante parmigiano, in anticipo anche sul compagno Bastoni, è stata eccezionale, ma nello specifico ha inciso pure un errore non lieve di Kessie. E’ proprio lui, infatti, a perdere la marcatura di Inglese sul contromovimento di quest’ultimo.

Il Parma in vantaggio non era frutto di iniquità. E se è vero che il Milan, nel primo tempo, aveva tenuto maggiormente la palla (67 per cento) e tirato una volta con Zapata (testa) e Suso (destro), le occasioni migliori erano capitate agli emiliani. La prima con Barillà che, da solo, in piena area aveva controllato male di sinistro (avrebbe potuto battere a colpo sicuro). La seconda con Gagliolo da una punizione di Scozzarella, provocata da una disattenzione di Bakayoko. L’esterno di difesa dei crociati, pescato a ridosso dell’area del portiere rossonero, aveva incornato male una palla che, forse, aveva bisogno solo di un tocco pulito.

Milan poco pronto sulle palle inattive? Certamente sì, visto quanto accaduto appena dopo l’intervallo (il gol di Inglese), ma imputare a Gattuso poco lavoro per disinnescare queste situazioni sarebbe ingenerosoCon la sfilza di assenti che aveva e ancora avrà, e a meno di tre giorni dall’ultimo impegno di coppa, è stato già miracoloso mettere in campo una squadra competitiva (era accaduto anche a Roma con la Lazio) e portare a casa, con un po’ di fortuna, tre punti importanti per la lotta al quarto posto. Questa volta Gattuso ha inventato Abate centrale in una difesa a quattro, ha inserito Josè Mauri come mezzala e accentrato Bakayoko, nonostante i precedenti non fossero incoraggianti. Nulla da eccepire né sulle scelte, né sul rendimento dei singoli. Piuttosto mi chiedo perché l’allenatore abbia aspettato di finire sotto per varare il 4-4-2. Era evidente che Cutrone avesse bisogno di un compagno con cui dialogare per andare al tiro. Che poi - come è accaduto - il “dialogo” sia arrivato dalla sponda di un avversario è puramente incidentale.

Ho accennato alla fortuna, perché non sono per nulla certo che il Milan avrebbe vinto la partita senza il rigore visto, suggerito e assegnato dal Var Valeri. Detto che nell’azione c’è ancora una finta decisiva di Cutrone, è Bastoni a colpire la palla con entrambe le mani. Rivedendo la situazione al video, il rigore appare ineccepibile. Purtroppo, però, Calvarese, e gli stessi giocatori del Milan, non si erano accorti di nulla. Ciò non diminuisce la responsabilità dell’infrazione, ma spiega quanto quella giocata fosse ormai conclusa. Senza Valeri o con un altro arbitro, meno attento di lui, Calvarese (che aveva fermato il gioco per ammonire Borini) avrebbe lasciato proseguire. Dagli undici metri Kessie ha realizzato (70’) riabilitando la sua prova, fatta di molti palloni recuperati, ma anche di molti errori sia nei passaggi (sprecati un paio di contropiede), sia nelle conclusioni (80’, alto un suo tiro su assist di Suso).

Il Parma ha avuto l’occasione di pareggiare con Grassi, imbeccato da Gagliolo, all’82’. Purtroppo per la squadra di D’Aversa, il tiro davanti a Donnarumma non è stato felice quanto lo smarcamento.Prima della fine (sei minuti di recupero), il Milan sarebbe potuto passare ancora con Cutrone (alto), ma l’ex ragazzo della Primavera aveva già fatto tanto. Per ora il Milan può giocare anche senza Higuain. Senza Cutrone no di sicuro.





MILAN-PARMA 2-1, IL TABELLINO

Milan-Parma 2-1 (primo tempo 0-0)


Marcatori: 5' st Inglese (Par), 10' st Cutrone (Mi), 26' st rig. Kessie (Mi)

Assist: 5' st Scozzarella (Par)

MILAN: G. Donnarumma; Calabria, Abate, Zapata, Rodriguez; Kessié, Mauri (Dal 7' st Borini), Bakayoko; Suso (Dal 43' st Castillejo), Cutrone, Calhanoglu. A disp.: Reina, A. Donnarumma, Conti, Laxalt, Simic, Brescianini, Bertolacci, Halilovic, Montolivo, Borini, Castillejo. All.: Gattuso

PARMA: Sepe; Iacoponi, Bruno Alves, Bastoni, Gagliolo; Grassi (Dal 37 st Ceravolo), Scozzarella (Dal 33' st Stulac), Barillà; Biabiany, Inglese, Gervinho (Dal 17' st Ciciretti). A disp.: Frattali, Bagheria, Stulac, Deiola, Ceravolo, Ciciretti, Gobbi, Di Gaudio, Gazzola, Rigoni, Sprocati. All.: D’Aversa

Ammoniti: 16' st Biabiany (Par), 24' st Borini (Mi), 27' st Iacoponi (Par)