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La Juve ha lo scudetto in mano e - a meno di cataclismi - se lo prenderà. Potrebbe farlo virtualmente già stasera, battendo una Lazio disintegrata dagli infortuni; in caso contrario l’obiettivo sarà centrato più avanti. Ma è ormai assodato che non sarà il nono titolo di fila a dare connotati positivi, né tanto meno trionfali, alla stagione dei bianconeri: perse Supercoppa italiana e Coppa Italia, toccherà alla Champions attribuire l’esatto valore al percorso della Juve. Il confine tra gloria e fallimento è sottile e deciderà le scelte della società per il futuro. In discussione non c’è solo la conferma di Sarri, ma anche di Paratici.

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