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Una storia dai contenuti esplosivi quella raccontata stamane da Repubblica e che potrebbe alimentare molti dubbi sulla gestione del mondo arbitrale. Tutta da verificare e attualmente al vaglio della Procura di Roma, che ha in mano una denuncia di 7 pagine, corredata da otto allegati, consegnata dagli ex arbitri della Can di Serie B Daniele Minelli e Niccolò Baroni, dismessi per scarso rendimento al termine della passata stagione. I due direttori di gara, assistiti dall'avvocato Gianluca Ciotti, ritengono che ci siano gli elementi per ritenere che le valutazioni operate dalla commissione giudicante siano state ritoccate per favorire la scalata di alcuni colleghi, penalizzandone altri. Nello specifico, si fa riferimento a Ivan Robilotta, che aveva concluso all'ultimo posto della graduatoria di 25 arbitri dell'ultimo campionato di B, e ad Eugenio Abbatista che, giunto all'ottavo anno consecutivo di permanenza nella stessa categoria, avrebbe dovuto essere sottoposto alla dismissione, finendo invece per ricevere un giudizio "eccellente" in occasione del match dei playoff tra Spezia e Chievo (11 agosto 2020) e garantendosi così la possibilità di continuare la sua carriera.

IL VOTO DELLA DISCORDIA - Accuse gravissime nei confronti del mondo arbitrale e di alcuni dei membri appartenenti all'organo tecnico di valutazione, corroborate dalla confessione dello scorso gennaio di Riccardo Di Fiore, componente di quella commissione e che era presente sugli spalti del "Picco" per quello Spezia-Chievo. E responsabile di quel voto, 8.70 - il massimo possibile per un arbitro - ad Abbatista che avrebbe poi sconvolto la graduatoria (sarebbe passato in terza posizione) e consentito al direttore di gara di Bari di rimanere in organico e di far parte della Can che da questa stagione ha unificato quella di Serie A e quella di Serie B. Di Fiore avrebbe dichiarato a Minelli e Baroni di non aver mai espresso quel giudizio per Abbatista, fermandosi a 8.60, circostanza confermata dopo aver potuto prendere visione del referto arbitrale redatto lo scorso 12 agosto e consegnato alla segreteria dell'Associazione Italiana Arbitri.
I MESSAGGI - Qualcuno avrebbe dunque ritoccato successivamente il voto e stravolto la posizione di Abbatista che, grazie alla conferma, ha potuto percepire per un ulteriore anno lo stipendio da 120.000 euro. A rendere questa storia potenzialmente ancora più torbida sono gli allegati presentati dai due ex arbitri - che lo scorso novembre 2020 si videro respinta il loro ricorso dal Tribunale Federale Nazionale - che conterrebbero alcuni messaggi scambiati nella chat di Whatsapp della "Commissione Can B", di cui fanno parte anche Di Fiore ed Emidio Morganti, responsabile dell’organo tecnico di valutazione. E' il 21 agosto scorso quando arriva il momento di stilare i giudizi di fine stagione, comprensivi delle valutazioni per le gare dei playoff, e si trova traccia di messaggi di questo tipo: "Ci mancano ancora tutti i voti dei playoff, nomi e schede di promossi e dismessi" - esordisce il membro della Can B Davide Garbini - che ha il file Excel aperto. Morganti dà una prima indicazione: "8.60 a tutti". Poi suggerisce: "Prova Abbattista 8.70" e qualche messaggio dopo posta un’emoticon sorridente. C’è poi una terza persona, non identificata, che ha un’idea: "Occorre mettere 8.70 a Sacchi, a Fourneau e Abbattista". Garbini rimanda l’elenco, modificato: "Viene così coi tre 8.70".

L'ACCUSA - L'avvocato Ciotti, legale di Minelli e Baroni, parla apertamente di "truffa" e conclude il testo della denuncia inoltrata alla Procura di Roma con la frase "Quanto descritto fa cadere la neutralità di coloro che debbono assicurare il rispetto delle regole sul terreno di gioco". Un'accusa molto grave che sarà oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti, che avranno il compito di stabilire la sussistenza o meno di determinati sospetti e comprendere a pieno se esistano gli estremi per giudicare irregolare le procedure messe in atto al momento della valutazione della Can B dello scorso agosto.